Romei: “La priorità è riportare la gente allo stadio, dobbiamo far tornare gli stadi luoghi di festa e non bunker”

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Altro che diritti tv e come spartirli. Secondo Antonio Romei, la Lega Calcio ha una questione molto più urgente da risolvere: la mancanza, sempre più evidente domenica dopo domenica, di tifosi sugli spalti degli stadi di Serie A. È stato lo stesso braccio destro di Ferrero, tra i più attivi in Lega, a porre l’accento sul problema ai microfoni di Repubblica.it: “Abbiamo una priorità, un tema che deve avere una posizione centrale per tutte le società, la Lega e tutti i possibili programmi: riportare la gente allo stadio. Se andiamo avanti così, tra dieci anni il calcio italiano perderà tutto il suo appeal e si allontanerà ancora di più dalle altre leghe. Altro che diritti tv. Sabato il vero spettacolo lo hanno fornito San Siro e Marassi, che erano esauriti come non succedeva da anni. È così che dovrebbe essere ogni settimana, quindi dobbiamo lavorare per far tornare gli stadi a essere luoghi di festa e non bunker“.

Sul problema della sicurezza negli stadi, Romei è convinto che possa risolversi se fossero i club ad assumersene la responsabilità: “Le società devono collaborare con il ministero degli Interni per rivedere tutta la normativa. Bisogna eliminare l’inutile tessera del tifoso, quelle regole che rendono ormai impossibile comprare un biglietto e tutti quei controlli che fanno somigliare lo stadio a un bunker. Oggi negli stadi non si registrano più incidenti, ma gli spalti sono vuoti. Le società si devono impegnare e lavorare per garantire la sicurezza anche a costo di assumersi ogni responsabilità in caso non dovessero riuscirci. Questo percorso devono affrontarlo insieme allo Stato e ognuno deve fare la sua parte“. Ma i presidenti cosa ne penserebbero?: “Vi assicuro che i presidenti hanno capito che siamo arrivati a una svolta. Quindi è inutile parlare di campagna elettorale sul nome del presidente: adesso come adesso, bisogna come prima cosa dare una nuova governance alla Lega di Serie A. Serve che i presidenti facciano un passo indietro e che si scelga un manager che porti avanti il lavoro con una missione precisa: riportare i tifosi allo stadio e ridare credibilità al sistema calcio. Tutto il resto viene di conseguenza, anche i soldi dei diritti tv“.