L’ex ds del Palermo Foschi parla di Inzaghi e Tare

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Rino Foschi, ex ds del Palermo dal 2000 al 2008 e ora al Cesena, parla ai microfoni di Radio Incontro Olimpya sulla partita di domenica: “Non sottovaluterà l’impegno. I biancocelesti dopo diverse vicissitudini sta confermando con Inzaghi, tecnico all’altezza, tante qualità. È una sorpresa per modo di dire. Calcio da grandi e buonissima classifica. Vedendo la mentalità dei capitolini non credo prenderanno”.

Con Tare invece rivendica una grande amicizia e reciproco rispetto: “Un grande. Non ho parole. Lotito è molto contestato e conosciamo i suoi modi. Tare non è mai sulle prime pagine e da anni, senza essere in prima fila, sta facendo un lavoro spettacolare. Un personaggio che lavora giorno e notte come pochi direttori sportivi. Ho un ammirazione per lui pazzesca. Non fa il grande salto perché lui è così. Fa quello che gli dice la testa alla Lazio. Prima o dopo l’occasione gli capiterà. Non lo vedi ma c’è sempre”. Ma non solo,  i due si scambiano consigli su possibili acquisti e parlando di Kessie, il giocatore atalantino andato a segno contro la Roma nella partita di domenica: “A Tare lo consiglierei in amicizia. Lo conosce già. Lui conosce tutti, anche quelli che servono per il Cesena. Sono io che solitamente chiedo a lui. Lo chiamo proprio. Poi è normale che ogni tanto faccia anche qualche passo falso. Non è un mago, è un grande professionista. Non sta nei salottini e neanche nei salottoni”.

La sua attuale squadra, il Cesena, milita in serie B ed è penultima, alla domanda su qualche rinforzo dalla primavera biancoceleste risponde così :“Ce ne sono diversi. Se dovessi aver bisogno sono convinto che Tare mi darebbe una mano. Ha fatto così con Filippini. È giovane che può tranquillamente fare la Serie B – mentre sui gioielli laziali -. Keita sta facendo molto bene, calciatore già pronto e straordinario anche per grandissimi livelli. Anderson ha avuti picchi importanti senza grande continuità. Ora sta tornando ad alti livelli. L’altro cresce paurosamente. Chi lascio andare, sbaglio”.

Sulla sua vicenda che lo ha visto tornare a Palermo solo per 15 giorni afferma: “Questa estate mi ero riavvicinato ai rosanero. Dopo tanti anni volevo ripetermi e fare ancora bene ma non c’erano le condizioni per far questo. Conosco Zamparini. Mi sarebbe piaciuto essere al suo fianco, ma solo al suo. Non faccio nomi ma quando mi sono accorto che non sarei stato il Foschi di allora non ho voluto andare avanti”.