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LAZIO, IL PAGELLONE DEL 2016 – La difesa: i terzini

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Stefan Radu terzino della Lazio


Seconda parte del pagellone di fine anno dedicato alla biancoceleste (se non hai visto la prima parte clicca qui). Ora è il turno dei terzini:

(6,5) – Grazie alla “cura Inzaghi” Patricio Gabarron, noto semplicemente come Patric è migliorato tantissimo in fase difensiva rispetto al suo arrivo a Roma la scorsa stagione. Il mister ha fin dal primo giorno di ritiro creduto in lui ritenendo senza alcun ombra di dubbio che sia lui il “vice-. Dichiarazione che, inutile dirlo, creò non pochi mugugni tra i tifosi (per usare un eufemismo)., ma i fatti gli hanno dato ragione. In quelle poche occasioni che Basta non è potuto scendere in campo il suo vice, Patric appunto, lo ha sostituito benissimo. L’ex Barca, è, come molti suoi colleghi nella , l’ennesima prova che la svolta può arrivare da un momento all’altro bisogna solo avere pazienza e lasciar parlare il campo. Sia a sinistra che a destra il terzino spagnolo ha mostrato quest’anno sicurezza e affidabilità. La sua simpatia e il suo essere letteralmente un tifoso in campo lo ha fatto addirittura diventare un beniamino della tifoseria. Insomma questa stagione è sicuramente positiva per lo spagnolo e speriamo continui così.

BASTA (6) –  12 presenze nella sua terza stagione consecutiva alla Lazio e rimane inamovibile quando  si gioca con la difesa a 4 nonostante il passare degli anni. In basso a destra si fa sempre trovare pronto quando c’è da difendere ma da una grande mano anche in fase offensiva, in particolare nel sovrapporsi ad Anderson con cui ha maturato una grande sintonia. Le sue prestazioni sono andate scemando soprattutto per quando riguarda la capacità di correre per 90 minuti, caratteristica che gli ha sempre garantito un posto nell’11 titolare, ma rimane ampiamente sufficiente proprio per la sua caparbietà e tenacia nel mantenersi un ruolo importante nella squadra.

(7) – E’ uno degli uomini chiave di Inzaghi. Un jolly a cui il mister non ha intenzione di rinunciare, complice anche la buona stagione disputata fino ad ora. Rispetto all’inizio del 2016 il rendimento del difensore rumeno (ormai romano) è cresciuto in maniera esponenziale, sta vivendo una sorta di seconda giovinezza. Simone lo fa sentire importante e Stefan, in fiducia, risponde più che presente. Centrale nella difesa a 3 o a 4, terzino sinistro, insomma se Radu sta bene la prima maglia – dopo de Vrij – è la sua. La sua duttilità tattica e il suo carisma in campo sono elementi troppo preziosi a cui nessuno vuole rinunciare il tutto coadiuvato dall’esperienza dei 30 anni. È tornato il giocatore ammirato nelle prime stagioni all’ombra del Colosseo. Queste prime 18 giornate hanno ridato alla Lazio un difensore di primissimo livello.  Le sue esultanze e il suo modo di fare hanno conquistato il popolo laziale per cui è un autentico beniamino. Non si tira mai indietro, ci mette la faccia anche quando le cose vanno male. Il ragazzo di Bucarest è pronto a riscrivere la storia, sta scalando la classifica dei calciatori con maggiori presenze in maglia biancoceleste. Ora è 17º, ma non vuol fermarsi e perché no provare ad avvicinare le 401 di Favalli. Sarà dura, ma Stefan non ha paura.

(6) – Stagione sufficiente quella disputata fino ad ora dal nostro Jordan Lukaku. Il terzino belga inizialmente era riuscito a scendere in campo con una certa continuità mostrando buone doti in fase difensiva e un’eccellente progressione offensiva. E’ anche lui molto giovane, ha ampi margini di miglioramento. Con l’aiuto di Inzaghi e il costante all’allenamento può diventare un giocatore importante. L’infortunio subito in nazionale che lo ha tenuto a lungo fuori dal terreno di gioco, purtroppo ne ha rallentato la crescita ed ora sta faticando a ritagliarsi lo spazio di prima. Resta comunque una delle preziose risorse di Simone Inzaghi. Speriamo che il 2017 sia un’annata più fortunata per il giovane Jordan.

KONKO (5,5) – Sotto la sufficienza il giocatore francese che ha trovato poco spazio nella prima parte dell’anno se non per coprire qualche infortunio. Mai stato particolarmente brillante in campo in passato era comunque riuscito ad esprimersi meglio rispetto ad un 2016 che non lo ha visto assolutamente protagonista. Questo insieme alla pessima stagione di tutta la squadra sono tra i motivi della sua partenza verso l’Atalanta dove ancora non ha trovato posto da titolare fisso ma ha collezionato più di qualche buona prestazione oltre ad un ennesimo infortunio.

BRAAFHEID (4) – E’ stato un 2016 decisamente da dimenticare al più presto quello di Edson Braafheid. Solo 4 apparizioni della prima metà dell’anno solare tra infortuni a ripetizione e problemi di spogliatoio. La musica non cambia nemmeno quando nelle ultime gare di campionato Inzaghi subentra a Pioli. Anche lui come Gentiletti ha detto addio alla Lazio in estate per tornare a casa, in Olanda. Oggi gioca, o meglio giocava per l’Utrecht: ha giocato titolare le prime 2 partite di campionato ad Agosto. Da allora è fermo a causa dell’ennesimo infortunio (lacerazione parziale del tendine d’Achille). Un vero peccato.

Se l’articolo vi è piaciuto condividetelo sui social network. Non perdetevi il prossimo pagellone del 2016 sul centrocampo (clicca qui)

Marco Lanari (Patric – Radu – Lukaku – Braafheid)

Alberto Cicloni (Basta – Konko)

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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Tommaso Rocchi

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Il 31 agosto 2004, nell’ultimo giorno di calciomercato, l’attuale presidente biancoceleste Claudio Lotito, da poco affacciatosi nel mondo del calcio italiano, dopo aver risolto le note vicende finanziarie, rompe gli indugi e nel giro di poche ore acquista tutta la rosa biancoceleste per poter iscrivere la al campionato 2004-2005. Tra i tanti giocatori affidati alla guida del tecnico Mimmo Caso ce n’è uno che, dopo aver girovagato in lungo e largo per la penisola mettendosi in mostra con i suoi gol in tutte le piazze in cui ha giocato, si rileverà a lungo andare uno dei migliori di quella nidiata incredibile per come sia stata concepita e messa su in fretta e furia. Il presidente biancoceleste ha una felice idea e contatta l’Empoli, allora appena retrocesso, per chiedere lumi su Tommaso Rocchi, attaccante allora ventisettenne nato a Venezia il 19 settembre del 1977. Il giocatore veneto, lusingato ed incuriosito dall’offerta di Lotito, entusiasta all’idea di potersi misurare in una società importante come la Lazio si presenta a Roma per discutere il contratto e nel giro di pochi minuti accetta euforico la nuova destinazione, mentre il presidente nel frattempo trova l’accordo con la società toscana rilevando la metà del cartellino del calciatore. Il primo anno è duro, la Lazio durante il campionato esonera Caso ed il suo posto viene affidato a Giuseppe Papadopulo, che solamente all’ultima giornata riesce a raggiungere la salvezza. Per i tifosi biancocelesti quella si rileverà una stagione avara di soddisfazioni, ma resta il fiore all’occhiello del derby vinto per 3-1, il 6 gennaio 2005, contro i rivali giallorossi grazie alle reti di Di Canio, Cesar e dello stesso Rocchi. Il “ghepardo” biancoceleste, soprannome affibbiatogli nella piazza romana, contribuisce alla salvezza della squadra realizzando in quella stagione 13 gol in 35 partite di campionato ed altre 2 reti in 5 partite di Coppa Uefa. Tommaso sin da subito si rivela un vero istrione, capace di divertirsi e far divertire anche fuori dal campo di gioco. Oltre ad essere un trascinatore per i compagni in partita, durante la settimana dopo gli allenamenti si riunisce con Di Canio ed i fratelli Antonio ed Emanuele Filippini, come lui appassionati di musica, in alcuni locali per suonare per beneficenza. Nonostante la salvezza ottenuta Lotito decide di sollevare dall’incarico Papadopulo ed affida la squadra a Delio Rossi. Con il nuovo tecnico Tommaso diventa titolare inamovibile, realizza il suo record personale di gol, 16 in 37 partite, e raggiunge con i compagni il sesto posto finale e di conseguenza la Coppa Uefa. L’anno successivo il presidente biancoceleste acquista dall’Inter il giovane Goran Pandev, i due si renderanno protagonisti della stagione biancoceleste formando una coppia tra le più prolifiche della Serie A e la squadra raggiunge addirittura il terzo posto. La stagione seguente, in virtù della terza piazza, i biancocelesti si trovano a disputare lo spareggio per la Champions contro la Dinamo Bucarest e grazie a due gol del veneto nella gara di ritorno raggiungono la qualificazione ai gironi della competizione internazionale più importante. Nella stagione 2008-2009, sempre agli ordini di Delio Rossi vince la Coppa Italia contro la Sampdoria. Nella finale terminata alla lotteria dei rigori Tommaso non è fortunato e sbaglia il suo tiro dal dischetto ma la delusione dura poco perchè si rifà con gli interessi subito dopo nella Supercoppa Italiana giocata dai biancocelesti a Pechino contro l’Inter, nel corso della quale realizza il gol del raddoppio dei capitolini ed alza la coppa con i gradi di capitano al braccio. La sua carriera romana, sicuramente soddisfacente, si interrompe all’inizio del 2013, quando viene ceduto all’Inter. Rocchi con la Lazio ha disputato 293 incontri realizzando in tutto 105 reti, quota con la quale il giocatore veneto si è piazzato al quinto posto nella classifica dei marcatori biancocelesti di tutta la storia della società capitolina, dietro autentici mostri sacri del calibro di Piola, Signori, Chinaglia e Giordano.

 

 

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