Amarcord Bizzarri: “La Lazio? Quando ti danno l’etichetta di sostituto è la fine…”

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La dura vita del secondo portiere arrivato per fare il primo

BIZZARRI COME BERISHA

Accettare di diventare il secondo portiere quando ti promettono il posto da titolare pur di farti venire è dura. E’ quello che è successo ad Etrit Berisha che dopo 3 anni di Lazio come vince Marchetti ha deciso di andare via per dimostrare di essere degno di essere un titolare. Anche un altro ex portiere biancocelesti ah a vissuto per  anni lo stesso “incubo”. Stiamo parlando di Albano Bizzarri: quattro anni alla Lazio, dodici presenze e diciotto gol subiti. È questo il magro bottino raccolto dal portiere argentino con la maglia biancoceleste: un’esperienza che non ricorda con grande piacere.

In un’intervista rilasciata al Clarín infatti, l’ex portiere del Chievo (ora in forza al Pescara) parla così della sua avventura a romana. “Cosa mi è mancato per impormi in una squadra importante? Essere nel posto giusto, al momento giusto. Appena arrivato alla Lazio mi sono fatto male alla spalla e ho trascorso un anno senza giocare. Quando sono tornato, avevo già l’etichetta di sostituto e non mi lasciarono combattere per un posto. È stato un errore andare alla Lazio. Prima giocavo al Catania, ero nel momento migliore della mia carriera, avevo il mio futuro in mano e non l’ho saputo gestire. Sono andato in una squadra dove non avevano bisogno di me. Dopo è stato molto difficile trovare un club per darmi la possibilità di giocare. Però sapevo che se me l’avessero data, avrei reso al massimo, non volevo lasciare il calcio. Poi il Chievo Verona, quando avevo 36 anni. E ho finito per trascorrere quelli che probabilmente sono i due migliori anni della mia carriera. Sono stato eletto due stagioni consecutive tra i migliori portieri in Italia. Ovviamente, giocando in una squadra giovane come il Chievo, nessuno lo sa. Ora sono a Pescara, felice di combattere per questa causa”.