FOCUS – La Lazio e quel tridente che non graffia…

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Il legame unico tra i tifosi e la Lazio: una passione oltre il calcio

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Una moltitudine di occasioni da gol create, ma solo un gol nelle ultime due partite casalinghe della Lazio, peraltro su rigore, contro Chievo Verona e Milan. Questo il bilancio effimero dell’attacco biancoceleste nelle ultime due sfide allo Stadio Olimpico.

UN TRIDENTE A SALVE

Delle 42 reti messe a segno dalla squadra di Inzaghi in questa stagione, solo 20 vengono dal tridente d’attacco. Questo il dato messo in luce nell’edizione odierna de Il Corriere dello Sport. Un dato che relega l’attacco laziale all’ottavo posto di un’eventuale graduatoria, alle spalle anche del Torino. Immobile (12 goal), Keita (6 goal) e Felipe Anderson (2 goal). I 3 alfieri dell’attacco biancocelesti non stanno sfruttando appieno tutta le mole di gioco creata negli ultimi match.

COOPERATIVA DEL GOL, MA…

Ai mancati gol degli attaccanti stanno supplendo i tanti gol degli altri interpreti dello scacchiere inzaghiano. Oltre ai 3 sopracitati sono infatti ben 10 i giocatori biancocelesti andati a segno nella massima serie in questa stagione. Tra tutti spiccano Parolo (5 reti, ma ben 4 in un’unica partita contro il Pescara), e Milinkovic-Savic (4 goal). Discorso leggermente diverso però per quanto riguarda Felipe Anderson. Il brasiliano sopperisce al mancato apporto in fase di finalizzazione con i passaggi vincenti per i compagni. Gli assist del numero 10 di Inzaghi sono ben 7.

IMMOBILE

Sono ben 12 le reti messe a segno dall’attaccante napoletano nelle prime 24 giornate di Serie A. Un dato oggettivamente buono, ma che non esprime completamente tutto il potenziale del centravanti della Nazionale di Ventura. Il problema sembra essere tattico. Immobile infatti più che un finalizzatore è un centravanti di manovra, molto bravo nel dare appoggio ai compagni e primo punto di riferimento per il pressing degli uomini di Inzaghi. La sua innata generosità lo porta spesso ad essere meno lucido in zona gol. Ma il problema potrebbe essere un altro: Keita e Felipe Anderson sono davvero le giuste pedine da affiancare al biondo napoletano? Ai posteri l’ardua sentenza…

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