Editoriale – Ciao Valè, un abbraccio grande

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Valè ma che cavolo hai combinato. Che pizza. Stamattina questa notizia non ci voleva proprio. Eri un gigante buono, quante ne abbiamo fatte insieme. La Lazio è tutto per noi e aver vissuto insieme a te quegli anni d’oro è stato un privilegio. La Lazio come ideale e la sede come collante, ci hanno reso amici ed hanno forgiato i nostri caratteri. Non potrò mai dimenticare tutte le avventure e quei pomeriggi a fare striscioni ed organizzare le coreografie. Eravamo un bel gruppetto di giovani scalmanati e, insieme a tutto il resto della banda, cercavamo di fare tifo a modo nostro. Il tutto seguendo la mentalità impartita dai più grandi e la voglia di difendere e supportare sempre la nostra Lazio in giro per il mondo. Dalla trasferta di Perugia alle tarantelle con quella 500 nera; dalle cene “rumorose” da Peppe, ai pullman carichi di entusiasmo, goliardia e… birra. Caro Valerio questo non dovevi farlo ma oggi mi sento ancor più laziale e più irriducibile. Oggi risentire tanti amici di battaglia mi fa capire quanto abbiamo fatto per la Lazio. Credo che nessuno potrà mai dimenticare la tua simpatia e il tuo ghigno. In sede eri simpatico a tutti e ci facevi ammazzare dalle risate. Te lo giuro!

Poi il gruppo, e con esso le generazioni, sono cambiate e noi tutti abbiamo preso strade diverse. La tua storia e il tuo sorriso vivranno sempre nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscere la tua bontà. 

Personalmente ti dico che io cercherò con tutte le mie forze di portare la nostra mentalità anche nel giornale che ho fondato. Un piccolo gesto d’amore verso quello che più amiamo. La Lazio e la mentalità ultras. Ciao amico mio ti porterò sempre nel mio cuore.

Davide Sperati