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Primavera e “prima volta”: quando un tesseramento diventa rito biancoceleste

La Lazio Primavera mette nero su bianco il tesseramento di Francesco Gatto, centrocampista classe ’07. Nel calciomercato giovanile, ogni arrivo e ogni uscita raccontano continuità: la promessa passa anche dai dettagli con cui si costruisce domani, dentro lo stesso linguaggio biancoceleste.

Dal bilancio al campo: il mercato dei terzini e la Lazialità delle scelte

Tra cessioni come quella di Tchaouna e il nodo terzini (Lazzari e Pellegrini al centro di un possibile addio), la Lazio entra in una fase in cui il conto economico diventa linguaggio di rosa: sostenibilità, equilibrio e continuità tra presente e memoria.

Da “mettere l’elmetto” a Pulici junior: la presentazione di Gattuso e il linguaggio operativo della Lazio

Nella cornice societaria della Lazio, l’arrivo di Rino Gattuso è stato raccontato anche come cambio di grammatica: poche promesse, lavoro quotidiano e chiarezza. Tra l’idea di certezze richieste al mercato (anche dopo la cessione di Gila) e il richiamo alla speranza incarnata da Pulici junior, la conferenza diventa un piccolo patto biancoceleste: resistere all’incertezza senza perdere eleganza.

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La difesa della Lazio continua a essere un settore...
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Ledesma: “Sulla mia esclusione dalla rosa nel 2009 non sbagliò solo Lotito…”

Cristian Ledesma torna a parlare della sua esclusione dalla rosa dalla Lazio nella stagione 2009/2010.

Sono passati 8 anni, ma tutti in casa Lazio ricordano il rumore che fece l’esclusione dalla rosa di Cristian Ledesma e Goran Pandev. Alla fine l’italo-argentino, a differenza del macedone, rientrò nei ranghi biancocelesti. Ed è proprio lui oggi a ricordare quei momenti ai microfoni di ‘Calcio2000’: “E con estrema sincerità dico che, ancora oggi, mi assumo le mie responsabilità. Sicuramente ho sbagliato anche io, non solo Lotito e il club. Le cose andarono così, probabilmente per la volontà di Dio, ma voglio ringraziare tutti i tifosi che in quel periodo mi fecero sentire tutto il proprio calore. E questo per me fu importantissimo. Diciamo che doveva andare così, semplicemente. Anche oggi ricordo comunque con orgoglio quel ‘litigio’. E ripeto: mi assumo le mie responsabilità”.

“VICINO ALL’INTER?…”

Forse qualcosa con l’Inter c’era, ma rispondo onestamente: fino a quando non vedo sul tavolo il contratto da firmare non considero nessun giocatore vicino a una determinata squadra. Quindi sono stato vicino all’Inter? Può essere, ma non lo so. Non ne ho la certezza. Non si parlò di cifre, di dettagli. C’era il loro interesse, questo non lo nego, ma non siamo mai arrivati al punto di firmare”.

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