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Editoriale – Pioli cantavi l’inno della Lazio…

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Pioli Lazio Bayer Leverkusen
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Ieri è stata una giornata agrodolce in casa . Il pareggio contro la Fiorentina sa di sconfitta. Quel concesso a Pezzella nei minuti di recupero rimarrà nella della VAR e non solo.

Senza soffermarci troppo sulla querelle arbitrale, tanto ne stiamo già parlando abbastanza, vorrei spendere due righe per valutare il comportamento di Stefano Pioli ex tecnico biancoceleste di quella fantastica stagione che ci portò ai preliminari di Champions League dopo quasi un decennio di assenza. Con il massimo rispetto per i suoi nuovi tifosi, quell’esultanza dopo il rigore (molto dubbio) realizzato da Babacar poteva anche evitarsela. Esultare verso i tifosi viola all’Olimpico dimenticandosi completamente dei suoi trascorsi biancocelesti.

Il problema è soprattutto il fatto che il mister emiliano, durante la sua permanenza a Roma, breve ma intensa (91 gare ufficiali), spinto forse anche dalla a ricreare il solito ambiente depresso dopo le classiche stagioni lotitiane, si è lasciato andare a qualche licenza di troppo che noi tutti eravamo felici di sentire e di ascoltare. Oltre alla famossissima dichiarazione 0;Noi siamo un popolo” (Noi chi scusi?), ci si misero anche i soliti e patetici accostamenti a Maestrelli (tipici ogni qual volta la Lazio disputa un buon campionato), per non parlare di chi forse troppo prematuramente gli ha dedicato addirittura un libro o intere trasmissioni radiofoniche e poi, dulcis in fundo, il gesto più plateale, quello  più famoso, quello che fomentò tutti quanti, tranne qualche cavallo di razza che sa che certi gesti non vanno fatti, soprattutto se non sei dentro, nel sangue. L’inno della Lazio non si canta così a vanvera giusto per far abboccare qualche . L’inno è una cosa seria. Tutti gli inni sono una cosa seria. Non lo puoi cantare se non appartieni a un’etnia, una religione, un movimento politico o una nazione, perché ognuno ha il suo e Pioli già sapevo che fosse un uomo di passaggio. A fronte di quello che accaduto ieri pomeriggio e non solo, cantare l’inno della Lazio durante il ritiro ad Auronzo in quella bellissima estate del duemilaquattordici, sembra sia stato fatto apposta solo per arruffianarsi – per non dire altro – la biancoceleste. In questo calcio di apparenza e Yen, i tifosi, quelli veri, sono sempre gli stessi: vivono di storia, tradizione, appartenenza e ideali proiettati al futuro. Cantare l’inno è un atto importantissimo che non tutti possono permettersi. Ieri pomeriggio, dopo aver visto la tua esultanza ho borbottato qualcosa che adesso non posso scrivere. Che amarezza.

Davide Sperati


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L’Italia batte la Turchia ed Immobile cita Lino Banfi

Un inizio straripante per gli azzurri di Mancini dove ha brillato anche la stella biancoceleste Immobile. Lo stesso Immobile cita Lino Banfi dopo il gol, scopriamo il perché

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Un straripante per gli azzurri di Mancini dove ha brillato anche la stella biancoceleste Immobile. Lo stesso Immobile cita Lino Banfi dopo il gol, scopriamo il perché

L’Italia se la canta e se la suona, 3-0 senza storia alla A segno vanno un autogol di Demiral su tiro-cross di Berardi, Insigne su assist di e lo stesso Immobile con un tap- sottoporta.

immobile
Immobile

Dopo il gol Immobile cita Lino Banfi e ai microfoni della Rai a fine partita spiega il perché. 0;Ci è arrivato un messaggio da Lino Banfi che ci chiedeva di gridare porca puttena”. Gol e promessa mantenuta da Immobile che inoltre si è dichiarato entusiasta della prestazione azzurra e ha voluto dichiarare il gol al pubblico presente allo stadio.

Banfi
Lino Banfi

DEFINITO LO STAFF DI SARRI

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Il laziale perdona, (a) Calenda no

Fanno discutere le frasi del candidato Sindaco Calenda. In passato sbeffeggiava il popolo laziale, ora a caccia di voti sembra aver cambiato idea

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Fanno discutere le frasi del candidato Sindaco Calenda. passato sbeffeggiava il popolo laziale, ora caccia di voti sembra aver cambiato idea

Carlo Calenda candidato Sindaco per Roma con la lista Azione, in questi giorni è tornato a far parlare di se. Non su questione politiche, ma bensì sulla sua fede calcistica. Calenda noto tifoso della Roma, in passato si è lasciato andare a dichiarazioni poco piacevoli verso il popolo .

calenda
Calenda

LE DICHIARAZIONI

Le “offese” di Calenda svariano dal “Sei un cazzaro, sei laziale, mi ricordi Lotito” al più pesante “I laziali non votano, non capiscono la scheda elettorale“. Lo tra le 2 tifoserie è una cosa sana, ma quando toccano tasti delicati il problema sorge. Soprattutto quando lo stesso Calenda per acciuffare qualche voto in più magicamente cambia sponda ed elogia la ed il suo nuovo tecnico Sarri. L’incoerenza nella politica la fa da padrona.

frasi
frasi
Frasi

FODEN COME GAZZA

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SARRI LAZIO Annuncio ufficiale arrivato con un…emoticon

Sarri Lazio Annuncio ufficiale diramato in maniera originale (ma non troppo)

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Il club ha scelto un modo davvero originale per dare Sarri Lazio annuncio ufficiale.

SARRI LAZIO ANNUNCIO UFFICIALE – Ora possiamo dirlo: il 62enne toscano è il nuovo allenatore dei capitolini. Il lieto , atteso ormai da tanti (troppi) giorni, si è finalmente materializzato. Lo ha fatto questa notte, con uno scambio di documenti firmati e controfirmati dalle parti. Il tutto è avvenuto sull’asse tra Roma e Milano, dove l’ex mister della Juve si trovava per impegni personali. Ed è stato seguito minuto per minuto da media e , ansiosi al limite dello spasmodico di ricevere la bella notizia.

A darla, in maniera criptica (ma non troppo), la stessa Lazio. Sul suo profilo ufficiale Twitter è infatti comparsa l’emoticon di una sigaretta. Una figurina molto in voga in questi giorni tra i tifosi per descrivere Sarri, accanito fumatore. Sarà forse per questo che il club biancoceleste ne ha fatto uso per dare la sospirata comunicazione. O perlomeno per anticiparla: a breve dovrebbe infatti essere diramata anche la nota ufficiale. Intanto una cosa è certa: ha partorito (anzi, ‘parto-tito’). Benvenuto nel mondo biancoceleste, piccolo grande Maurizio Sarri.

INTANTO DA IMMOBILE INDIZIO SOCIAL SUL MERCATO

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