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Come dare torto a Tare nonostante la squalifica annunciata…

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Tare va da Sarri
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La Lazio pareggia al 93′ con la Fiorentina con un rigore contro decretato dal Var: Tare a fine non l’ha presa proprio bene…

Un derby perso tra le polemiche per un fallo da rigore di Bastos su Kolarov con delle immagine televisive non proprio chiare. Poi la gara con la Fiorentina con la vittoria ad un passo fino al 93′. Poi la decisione di Massa dopo il Var che assegna un altro rigore: stavolta è di l’intervento su Pezzella ma anche in questo caso molto dubbio. La Lazio nel giro di due settimane non ottiene 4 in classifica: all’attivo infatti c’è solo il punto conquistato ieri sera contro i viola. Ed ecco allora che la reazione di Tare appare più che giustificata: veemente sì ma comprensibile.

IL GESTO DI TARE

Il ds della Lazio a fine partita con la Fiorentina è entrato in e si è rivolto all’ Massa chiedendo spiegazioni. Tare infatti ha lamentato la non assegnazione di un calcio di rigore nel primo su Marco Parolo: in quel caso il Var non è stato utilizzato. Torna in auge allora il vecchio ma sempreverde adagio dei “due pesi e due misure”. Considerando poi la posizione della Lazio in classifica queste valutazioni hanno una valenza ancora maggiore. Infatti la società biancoceleste lotta per un posto Champions e la differenza tra un quarto e un quinto posto è veramente enorme in termini economici.

CHAMPIONS VS EUROPA LEAGUE

Le casse della Lazio infatti in caso di potrebbero ottenere circa 40 dal piazzamento Champions. In caso di Europa League invece gli introiti si vedrebbero ridotti a circa un quarto. Ecco allora che non ci sentiamo di biasimare il ds Tare per una reazione che sui di calcio non si vedeva da tempo. Un dirigente che entra in campo per far sentire la sua voce non è scena da calcio moderno ma è quello che un tifoso si aspetta dalla propria società. Sicuramente il modo non è proprio ortodosso ma oggi nessun tifoso della Lazio ha qualcosa da recriminare. La squalifica per il ds è quasi certa ma almeno sono stati difesi i tifosi di questa gloriosa società. I laziali stanno sognando con la squadra di Simone Inzaghi ed è giusto proteggerli per evitare un finale che sembra già scritto.

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Strage di Ardea – Claudio Lotito vicino alle famiglie delle vittime

All’indomani della strage di Ardea, nella quale hanno perso la vita due fratelli di 5 e 10 anni e un anziano di 84, Claudio Lotito si è unito al dolore delle famiglie

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strage di ardea

All’indomani della strage di Ardea, nella quale hanno perso la vita due fratelli di 5 e 10 anni e un anziano di 84, Claudio si è unito al dolore delle famiglie. Un episodio che ha sconvolto un’intera nazione, alla luce del quale il patron biancoceleste è intervenuto dedicando un pensiero ai cari delle vittime: “Tanto sgomento per quanto accaduto. Non ci sono parole per descrivere la tragedia consumatasi ad .

Un pensiero particolare Lotito lo ha speso per i genitori dei piccoli David e Daniel sottolineando quanto sia importante ricordare il loro sorriso e i loro sogni. Per il fratello maggiore, Daniel, in estate si sarebbero aperte le porte (tra gli esordienti) della Lazio. “Sognavano di giocare per i nostri colori, ricordiamoli così, per il loro desiderio di vivere”. Giocare e sognare un pallone che gonfia la rete: questa l’ambizione di due stroncata dalla follia di un uomo che aveva bisogno di cure e che, probabilmente, non sarebbe dovuto essere lasciato libero in balia dei problemi psichici di cui soffriva.

Strage di Ardea
Strage di Ardea

ACERBI SU SARRI

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Acerbi su Sarri: “Grande tecnico, c’è entusiasmo per il futuro”

Le parole di Acerbi su Sarri, neo tecnico biancoceleste, caricano d’entusiasmo l’ambiente e fanno ben sperare in vista della prossima stagione

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acerbi su sarri

Parole al miele, quelle di Francesco Acerbi su Sarri, nuovo allenatore della Lazio. Il centrale , dal della nazionale, è intervenuto a proposito del tecnico toscano ponendo l’accento sull’entusiasmo dell’ambiente in vista della prossima stagione. “Sarri è un grande allenatore e siamo felici della scelta della società. C’è tanto entusiasmo e tanta voglia di cominciare, sono convinto che potremo toglierci grandi soddisfazioni e raggiungere obiettivi importanti.”

Acerbi è poi intervenuto a proposito della a 4, marchio di fabbrica del nuovo tecnico e assetto differente rispetto al 352 di Inzaghi che in tempi non sospetti ha fatto discutere: “Sono pronto a mettermi in gioco, il resto non importa. Oltretutto in Nazionale e in altri ho sempre giocato a 4 e mi trovo bene, non vedo l’ora di iniziare“. Così il centrale biancoceleste in conferenza stampa a 2 giorni da Italia Svizzera.

Acerbi su Sarri
Francesco Acerbi su Sarri

HYSAJ VICINO ALLA LAZIO

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C’era la Lazio nel destino delle due giovani vittime di Ardea

La Lazio nel destino delle due giovani vittime di Ardea

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Lazio Bianchessi

La Lazio nel destino delle due giovani vittime di : il racconto del loro ex .

Ardea, due giovani vittime con un sogno: la Lazio. Un sogno infranto per mano di un 34enne psicolabile, che ha tolto loro la vita ad appena 5 e 10 anni. A perdere la vita nella sparatoria, che ha avuto luogo ieri mattina nel Consorzio Colle Romito, anche il nonno dei due piccoli, intervenuto per salvarli. E la triste non ha risparmiato nemmeno l’assalitore, suicidatosi nella sua abitazione, dove si era barricato per sfuggire alla cattura.

Una vicenda sconvolgente, sia per la comunità alle porte di Roma ma anche per chi ha avuto modo di seguirla attraverso giornali e tv. Sconvolgente soprattutto perchè ha determinato l’uscita da questo mondo di due vite appena sbocciate. Due vite che amavano il e che sognavano un giorno di sfondarvi. A rivelare questo particolare Marco Proietti, che li ha allenati nei pulcini dell’Ostiamare.

Il tecnico ha raccontato che il più grande giocava come portiere e che i compagni gli avevano assegnato la fascia di . Sulle sue tracce già da tempo si erano mossi gli osservatori della Lazio. Che addirittura aveva raggiunto un’intesa con l’Ostiamare per farlo approdare a Formello, tra gli esordienti. Del bambino Proietti rievoca la solarità, l’allegria e lo spirito di gruppo. Ma soprattutto il rapporto con il fratellino: quest’ultimo, ricorda, era sempre presente al campo quando c’era il fratello e voleva imitarlo nella carriera. O perlomeno, avrebbe voluto.

INTANTO LA LAZIO CERCA UN ESTERNO

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