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Parla l’agente di Milinkovic: “A breve lotterà per il Pallone d’Oro. Diventerà più forte di…”

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Sergej Milinkovic-Savic centrocampista della Lazio
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All’indomani dell’eliminazione della Lazio dalla Coppa Italia, l’agente di Milinkovic Mateja Kezman ha elogiato il centrocampista serbo. Poi ha azzardato un curioso pronostico sul Pallone d’Oro

All’indomani dell’eliminazione della Lazio dalla Coppa Italia, l’agente di Milinkovic Mateja Kezman ha elogiato il centrocampista serbo ai microfoni di Mozzart Sport. “Sergej sta crescendo tanto, ha 23 anni ed è già uno dei centrocampisti più promettenti nel panorama internazionale. Sono convinto che potrà migliorare ancora, tra qualche anno sarà in lizza per il Pallone d’Oro. Ha tutte le carte in regola per raggiungere quel livello. Quando Sergej è arrivato in Italia è stato paragonato a Pogba, perché in quel momento c’erano le possibilità di fare questi paragoni. Ora ritengo che Milinkovic-Savic abbia qualità differenti e sia superiore al francese sotto alcuni aspetti. È ancora giovane e ha tutta la carriera davanti, ma già adesso in certe giocate ricorda la leggiadria di Zidane. Se continua così diventerà più forte di Lampard e Robben”.

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LA NOSTRA STORIA Super Dino Zoff: il mito compie gli anni

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Dino Zoff ex allenatore di calcio

Il 28 febbraio 1942 nasce a Mariano del Friuli (GO) uno dei più grandi personaggi del mondo del calcio: Dino Zoff.

Inizia a giocare a pallone nella squadra del suo paese, la Marianese. Nel 1960 passa nella squadra riserve dell’Udinese, maglia con la quale esordisce in Serie A. L’anno successivo in Serie B diventa titolare inamovibile. Nel 1963 passa al Mantova per 30 milioni di lire restandovi per quattro stagioni. Nel 1967 Dino Zoff viene ceduto al Napoli per 120 milioni di lire più la vendita del cartellino di Claudio Bandoni. Con i partenopei gioca per cinque stagioni. Difende, ininterrottamente, la porta campana dalla gara di debutto in casa il 24 settembre 1967 alla sconfitta esterna subita contro l’Inter il 12 marzo 1972.

Nel 1972 viene ceduto alla Juventus. Con la squadra torinese resta fino al definitivo ritiro avvenuto nel 1983. A trenta anni diventa il numero uno dei bianconeri e, fino alla fine della stagione 1982-1983, è sempre presente in campionato. Alla sua esperienza con la società torinese sono legate tutte le vittorie con squadre di club ottenute sia da giocatore che da allenatore. In undici stagioni vinse per sei volte il titolo di Campione d’Italia, due Coppe Italia e una Coppa UEFA. Al termine della stagione 1982-1983, dopo la finale di Coppa dei Campioni persa ad Atene contro l’Amburgo, si ritira.

LA NAZIONALE

Con la maglia azzurra Dino Zoff conta in tutto 112 presenze. Ha vinto i Giochi del Mediterraneo nel 1963, il Campionato Europeo in Italia nel 1968 e il Campionato del Mondo in Spagna nel 1982. Figura nella Hall of Fame del Calcio italiano (2012), nella Walk of Fame dello Sport italiano nella categoria ‘Leggende’ nel 2015 e nelle ‘Leggende del calcio’ del Golden Foot nel 2004. È stato nominato nel 1992 Commendatore Onore al Merito della Repubblica Italiana e nel 2000 Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nel 2003 l’Università di Cassino gli ha conferito la Laurea Honoris Causa in Scienze Motorie e Sportive. Nel 2014 ha pubblicato il libro “Dura un attimo, la gloria”.

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LA CARRIERA DA ALLENATORE

Dopo avere appeso gli scarpini al chiodo allena la Nazionale Olimpica. Nel 1988 va ad allenare la Juventus. Sulla panchina bianconera vi resta per due stagioni vincendo, nel secondo anno, la Coppa Italia e la Coppa UEFA. Vince a livello personale il premio Guerin d’Oro nella stagione 1989/90 e il Seminatore I.N.A. nel 1990. Il riassetto societario attuato dai vertici della società bianconera alla fine della stagione portò alla mancata conferma di Zoff in panchina nonostante le due coppe vinte.

L’ARRIVO ALLA LAZIO

Viene assunto dal presidente Gianmarco Calleri e diventa l’allenatore della Lazio. Le sue prime parole furono: “E’ per me un grande onore allenare la Lazio”. Rimane sulla panchina biancoceleste per quattro stagioni riuscendo a riportare la squadra in Coppa Uefa. Nel 1994 la Lazio ingaggia come allenatore Zdenek Zeman. Il patron, nel frattempo divenuto Sergio Cragnotti, offre allora al precedente tecnico la carica di Presidente della Lazio. Nel 1996/97 però la società esonera Zeman e richiama Dino in veste di allenatore. Vince il premio Guerin d’Oro come presidente nel 1996/97 e la stagione successiva. Nel 1997/98 la società assume Sven Goran Eriksson e Zoff torna a fare il presidente.

Ricopre tale carica fino a dopo i Mondiali in Francia del 1998, quando diventa Commissario Tecnico della Nazionale Italiana. Nel Campionato europeo del 2000 perde, a causa di un golden gol di Trezeguet, la finale contro la Francia e a seguito delle critiche del Presidente del Consiglio Berlusconi si dimette dall’incarico e torna alla Lazio come Vice Presidente. Nel 2001, per l’ennesima volta, quando Eriksson diventa CT dell’Inghilterra, la società lo richiama in panchina. Confermato per la stagione successiva viene esonerato alla terza giornata e sostituito da Alberto Zaccheroni. Nel gennaio 2005 viene ingaggiato dalla Fiorentina, che conduce alla salvezza. Al termine della stagione si ritira definitivamente dal mondo del calcio.

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