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Cuper torna a parlare di Lazio Inter del 2002: “Ancora non capisco cosa sia successo”

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hector cuper allenatore egitto
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Hector Cuper dopo aver guidato per anni squadre di club dal 2015 è alla sua prima esperienza da allenatore di una Nazionale. Tra le tante soddisfazioni del tecnico però anche un grande rimpianto: l’ormai famoso . Giorno in cui l’Inter perse allo Stadio Olimpico con la Lazio lo scudetto a favore della Juventus. Intervenuto ai microfoni Cuper torna a parlare di Lazio Inter del 2002 e della prossima competizione internazionale.

Le parole di Cuper su Lazio – Inter rilasciate a La Gazzetta dello Sport: “Partita incredibile, difficile da spiegare. Ancora oggi non riesco a capacitarmi di quanto ma anche se non ho vinto nessun titolo con l’Inter sono orgoglioso di quanto fatto. Dopo diverse stagioni complicate abbiamo cambiato mentalità. Poi con Mancini e Mourinho i nerazzurri vinsero tutto, probabilmente grazie anche al nostro . Certo, mi avrebbe fatto piacere vincere qualcosa ma mi ritengo soddisfatto”.

Sulla coppia RonaldoVieri: “Non conta il singolo ma il gruppo. I fuoriclasse con le loro giocate possono farti vincere ma cosa farebbero senza l’aiuto dei compagni? Pensate a quella Inter: Toldo, Cordoba, Materazzi e Zanetti in difesa, a centrocampo, quando c’era bisogno Kallon e Ventola in attacco. Solo per fare qualche nome. Conta la squadra lo ripeterò fino alla .

L’allenatore argentino è riuscito nell’intento di portare l’Egitto alla fase finale di un Mondiale 28 anni dopo l’ultima volta: “Sono felice che i tifosi siano riconoscenti nei miei confronti. Partecipare a un Mondiale dopo tanto tempo è qualcosa di eccezionale. Il merito non è solo mio ma di tutta la squadra: il nostro credo è ‘l’unione fa la forza’. Il merito è di ogni componente della Nazionale e del che ci è sempre stato vicino. Abbiamo coronato il sogno di un Paese intero e ogni giorno, in ogni piccolo gesto, si nota quanto ne siano felici. La gente sembra vivere meglio anche grazie al calcio”.


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Strage di Ardea – Claudio Lotito vicino alle famiglie delle vittime

All’indomani della strage di Ardea, nella quale hanno perso la vita due fratelli di 5 e 10 anni e un anziano di 84, Claudio Lotito si è unito al dolore delle famiglie

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strage di ardea

All’indomani della strage di Ardea, nella quale hanno perso la vita due fratelli di 5 e 10 anni e un anziano di 84, Claudio Lotito si è unito al dolore delle famiglie. Un episodio che ha sconvolto un’intera nazione, alla luce del quale il patron biancoceleste è intervenuto dedicando un pensiero ai cari delle vittime: 0;Tanto sgomento per quanto accaduto. Non ci sono parole per descrivere la tragedia consumatasi ad .

Un pensiero particolare Lotito lo ha speso per i genitori dei piccoli David e Daniel sottolineando quanto sia importante ricordare il loro sorriso e i loro sogni. Per il fratello maggiore, Daniel, in estate si sarebbero aperte le porte (tra gli esordienti) della Lazio. “Sognavano di giocare per i nostri colori, ricordiamoli così, per il loro desiderio di vivere”. Giocare e sognare un pallone che gonfia la rete: questa l’ambizione di due bambini stroncata dalla follia di un uomo che aveva bisogno di cure e che, probabilmente, non sarebbe dovuto essere lasciato libero in balia dei problemi psichici di cui soffriva.

Strage di Ardea
Strage di Ardea

ACERBI SU SARRI

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Acerbi su Sarri: “Grande tecnico, c’è entusiasmo per il futuro”

Le parole di Acerbi su Sarri, neo tecnico biancoceleste, caricano d’entusiasmo l’ambiente e fanno ben sperare in vista della prossima stagione

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acerbi su sarri

Parole al miele, quelle di Francesco Acerbi su Sarri, nuovo allenatore della Lazio. Il centrale , dal ritiro della nazionale, è intervenuto a proposito del tecnico toscano ponendo l’accento sull’entusiasmo dell’ambiente in vista della prossima stagione. 0;Sarri è un grande allenatore e siamo felici della scelta della . C’è tanto entusiasmo e tanta voglia di cominciare, sono convinto che potremo toglierci grandi soddisfazioni e raggiungere obiettivi importanti.”

Acerbi è poi intervenuto a proposito della difesa a 4, marchio di fabbrica del nuovo tecnico e assetto differente rispetto al 352 di Inzaghi che in tempi non sospetti ha fatto discutere: “Sono pronto a mettermi in gioco, il resto non importa. Oltretutto in Nazionale e in altri club ho sempre giocato a 4 e mi trovo bene, non vedo l’ora di iniziare“. Così il centrale biancoceleste in a 2 giorni da Italia .

Acerbi su Sarri
Francesco Acerbi su Sarri

HYSAJ VICINO ALLA LAZIO

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C’era la Lazio nel destino delle due giovani vittime di Ardea

La Lazio nel destino delle due giovani vittime di Ardea

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Lazio Bianchessi

La Lazio nel destino delle due giovani vittime di Ardea: il racconto del loro ex allenatore.

Ardea, due giovani vittime con un sogno: la Lazio Un sogno infranto per mano di un 34enne psicolabile, che ha tolto loro la vita ad appena 5 e 10 anni. A perdere la vita nella sparatoria, che ha avuto luogo ieri mattina nel Consorzio Colle Romito, anche il nonno dei due piccoli, intervenuto per salvarli. E la triste fine non ha risparmiato nemmeno l’assalitore, suicidatosi nella sua abitazione, dove si era barricato per sfuggire alla cattura.

Una vicenda sconvolgente, sia per la comunità alle porte di Roma ma anche per chi ha avuto modo di seguirla attraverso giornali e tv. Sconvolgente soprattutto perchè ha determinato l’uscita da questo mondo di due vite appena sbocciate. Due vite che amavano il calcio e che sognavano un giorno di sfondarvi. A rivelare questo particolare Marco Proietti, che li ha allenati nei pulcini dell’Ostiamare.

Il tecnico ha raccontato che il più grande giocava come portiere e che i compagni gli avevano assegnato la fascia di capitano. Sulle sue tracce già da si erano mossi gli osservatori della Lazio. Che addirittura aveva raggiunto un’intesa con l’Ostiamare per farlo approdare a Formello, tra gli esordienti. Del bambino Proietti rievoca la solarità, l’allegria e lo di gruppo. Ma soprattutto il rapporto con il fratellino: quest’ultimo, ricorda, era sempre presente al campo quando ’era il fratello e voleva imitarlo nella carriera. O perlomeno, avrebbe voluto.

INTANTO LA LAZIO CERCA UN ESTERNO

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