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CORAPI (mental coach): “Con Inzaghi la Lazio ha imparato a essere vincente”

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Sandro Corapi, mental coach
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(mental coach): “Con Inzaghi la Lazio ha imparato a essere vincente”.

CORAPI (mental coach): “Con Inzaghi la Lazio ha imparato a essere vincente”. Uno degli artefici del famosissimo 26 maggio, in cui è stata vinta la coppa ai danni della Roma è stato Sandro Corapi, che con il suo ruolo di mental coach ha dato quella adrenalina giusta alla squadra biancoceleste che gli ha di portare a casa il trofeo.

Lo psicologo ai microfoni di Radio Incontro Olympia ricordando la gloriosa finale si esprime così: “Il 26 maggio è figlio di una serie di circostanze. I meriti vanno alla società e a Tare, con il quale abbiamo parlato in quel periodo per far dare alla squadra il meglio di se stessa. Io ho lavorato con tutto lo staff, ma è il gruppo che ha vinto in quel momento”.

Corapi inoltre alla radio romana dedica un suo  pensiero su Felipe Anderson con il quale ha lavorato nella fase in cui il brasiliano era infortunato alla caviglia: “Felipe Anderson? Ho avuto il piacere di seguirlo in una fase in cui veniva da un brutto infortunio alla caviglia, abbiamo lavorato sulla sua autostima. Lui è un talento straordinario, ma per esprimersi al meglio sia l’aspetto mentale, sia quello fisico che quello tecnico devono essere concomitanti. Felipe è un ragazzo straordinario e di una genuinità incredibile,  è una persona buona. Deve fare quel salto in più per aprirsi al miglioramento sotto l’aspetto psicologico. Se riesce a fare questo, può diventare un top player a livello mondiale, però deve esserci la volontà e la motivazione da parte del ragazzo”

Il mental coach conclude l’intervista parlando sia di Luis Alberto e sia di Simone Inzaghi: “Luis Alberto? La svolta per lui è arrivata sotto l’aspetto mentale. Nelle ultime due stagioni Inzaghi lo ha dimostrato: è mancato quel qualcosina in più ma soprattutto il secondo anno è stato incredibile. Con lui la squadra ha imparato a essere vincente“.

LAZIO CALCIO MERCATO BASTOS 

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Strage di Ardea – Claudio Lotito vicino alle famiglie delle vittime

All’indomani della strage di Ardea, nella quale hanno perso la vita due fratelli di 5 e 10 anni e un anziano di 84, Claudio Lotito si è unito al dolore delle famiglie

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strage di ardea

All’indomani della strage di Ardea, nella quale hanno perso la vita due fratelli di 5 e 10 anni e un anziano di 84, Claudio Lotito si è unito al dolore delle famiglie. Un episodio che ha sconvolto un’intera nazione, alla luce del quale il patron è intervenuto dedicando un pensiero ai cari delle vittime: 0;Tanto sgomento per quanto accaduto. Non ci sono parole per descrivere la tragedia consumatasi ad Ardea.

Un pensiero particolare Lotito lo ha speso per i genitori dei piccoli David e Daniel sottolineando quanto sia importante ricordare il loro sorriso e i loro sogni. Per il fratello maggiore, Daniel, in estate si sarebbero aperte le porte (tra gli esordienti) della Lazio. “Sognavano di giocare per i nostri colori, ricordiamoli così, per il loro desiderio di vivere”. Giocare e sognare un pallone che gonfia la rete: questa l’ambizione di due bambini stroncata follia di un uomo che aveva bisogno di cure e che, probabilmente, non sarebbe dovuto essere lasciato libero in balia dei problemi psichici di cui soffriva.

Strage di Ardea
Strage di Ardea

ACERBI SU SARRI

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Acerbi su Sarri: “Grande tecnico, c’è entusiasmo per il futuro”

Le parole di Acerbi su Sarri, neo tecnico biancoceleste, caricano d’entusiasmo l’ambiente e fanno ben sperare in vista della prossima stagione

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acerbi su sarri

Parole al miele, quelle di Francesco Acerbi su Sarri, nuovo allenatore della Lazio Il centrale biancoceleste, dal ritiro della nazionale, è intervenuto a proposito del tecnico toscano ponendo l’accento sull’entusiasmo dell’ambiente in vista della prossima stagione. 0;Sarri è un grande allenatore e siamo felici della scelta della società. C’è tanto entusiasmo e tanta voglia di cominciare, sono convinto che potremo toglierci grandi soddisfazioni e raggiungere obiettivi importanti.”

Acerbi è poi intervenuto a proposito della difesa a 4, marchio di fabbrica del nuovo tecnico e assetto differente rispetto al 352 di Inzaghi che in tempi non sospetti ha fatto discutere: “Sono pronto a mettermi in gioco, il resto non importa. Oltretutto in Nazionale e in altri club ho sempre giocato a 4 e mi trovo bene, non vedo l’ora di iniziare“. Così il centrale biancoceleste in stampa a 2 giorni da Svizzera.

Acerbi su Sarri
Francesco Acerbi su Sarri

HYSAJ VICINO ALLA LAZIO

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C’era la Lazio nel destino delle due giovani vittime di Ardea

La Lazio nel destino delle due giovani vittime di Ardea

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Lazio Bianchessi

La Lazio nel destino delle due vittime di Ardea: il racconto del loro ex

Ardea, due giovani vittime con un sogno: la Lazio. Un sogno infranto per di un 34enne psicolabile, che ha tolto loro la vita ad appena 5 e 10 anni. A perdere la vita nella sparatoria, che ha avuto luogo ieri mattina nel Consorzio Colle Romito, anche il nonno dei due piccoli, intervenuto per salvarli. E la triste fine non ha risparmiato nemmeno l’assalitore, suicidatosi nella sua abitazione, dove si era barricato per sfuggire alla cattura.

Una vicenda sconvolgente, sia per la comunità alle porte di Roma ma anche per chi ha avuto modo di seguirla attraverso giornali e tv. Sconvolgente soprattutto perchè ha determinato l’uscita da questo mondo di due vite appena sbocciate. Due vite che amavano il calcio e che sognavano un giorno di sfondarvi. A rivelare questo particolare Marco Proietti, che li ha allenati nei pulcini dell’Ostiamare.

Il tecnico ha raccontato che il più grande giocava come portiere e che i compagni gli avevano assegnato la fascia di capitano. Sulle sue tracce già da tempo si erano mossi gli osservatori della Lazio. Che addirittura aveva raggiunto un’intesa con l’Ostiamare per farlo approdare a , tra gli esordienti. Del bambino Proietti rievoca la solarità, l’allegria e lo spirito di gruppo. Ma soprattutto il rapporto con il fratellino: quest’ultimo, ricorda, era sempre presente al campo quando c’era il fratello e voleva imitarlo nella carriera. O perlomeno, avrebbe voluto.

INTANTO LA LAZIO CERCA UN ESTERNO

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