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Cronaca

CROLLO METRO REPUBBLICA I sindacati

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Metro Roma

ROMA CROLLO METRO REPUBBLICA I sindacati ancora increduli per l’incidente che ha causato 24 feriti.

CROLLO METRO REPUBBLICA I sindacati del settore spaesati. Il segretario del sindacato Orsa Tpl Roma Massimo Dionisi, lavoratore Atac, assicura: “In 40 anni di servizio mai visto un incidente così”. “Probabilmente vista la massa di persone in arrivo nella metropolitana sarebbe stato auspicabile e necessario una organizzazione rafforzata del personale Atac per gestire i flussi dei tifosi”, sostiene dalla Fit Cisl Marino Masucci.

Michele Frullo dell’Usb, sindacato noto per le posizioni dure in Atac: “Sulle scale mobili presumo che le manutenzione siano fatte. Il problema in questo caso sembra essere stato il sovraccarico. Forse bisognava verificare gli accessi. Chiediamo un monitoraggio delle manutenzioni che vengono effettuate da ditte esterne. Noi da tempo chiediamo l’internalizzazione di lavorazioni fondamentali per Atac”. Stessa richiesta che arriva dalla Filt Cgil per voce del segretario Eugenio Stanziale: “Sarebbe meglio internalizzare il servizio per avere una filiera di controllo diretta. Da tempo come organizzazioni sindacali chiediamo un intervento straordinario sulle metropolitana di Roma. Scenda in campo anche il Governo. Ci chiediamo che ne è stato dei 425 milioni stanziati dal precedente esecutivo per le linee A e B”.

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La Cronaca di Roma @ 2018

Cronaca

“I tifosi non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio”

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Ingresso Curva Nord stadio Olimpico


IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI

IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI.

L’Antitrust ha riscontrato clausole vessatorie nei contratti di abbonamento della Serie A e ha avviato 9 procedimenti, nei confronti di Atalanta, Cagliari, Genoa, Internazionale, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese. Movimento Consumatori, dopo aver riscontrato l’esistenza di clausole in contrasto con il Codice del consumo, si occupa della tutela degli abbonati da gennaio 2018. In due anni ha inviato 16 diffide ad altrettanti club e ha promosso numerose azioni inibitorie collettive, tra cui quella conclusa vittoriosamente con la condanna della SS Lazio con l’Ordinanza 24 giugno 2019 emessa dal Tribunale di Roma. I profili di illegittimità delle clausole ricorrenti negli abbonamenti di Serie A riguardano non soltanto le violazioni oggetto dei procedimenti Agcm (esclusioni del rimborso del corrispettivo versato in caso di squalifica dello stadio o disputa di gare a porte chiuse o con chiusure di settori, per impossibilità sopravvenuta della prestazione, anche imputabile alla Società; esclusioni e limitazioni della responsabilità per colpa della società in caso di squalifica dello Stadio o di ordini che impongano lo svolgimento delle gare a porte chiuse o con chiusure di specifici settori), ma anche previsioni che consentono alle società di modificare unilateralmente le condizioni di contratto senza giustificato motivo e deroghe al ”foro del consumatore”.
Molte società, a seguito delle azioni di MC, hanno riconosciuto il principio per cui i tifosi che non hanno colpe non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio, per cui hanno diritto a rimborsi e risarcimenti, e hanno modificato i contratti rendendoli conformi a quanto previsto dal Codice del Consumo. Altre invece hanno riprodotto clausole abusive nelle condizioni di abbonamento della stagione in corso. ”Riteniamo non solo che i club destinatari dei procedimenti avviati dall’Agcm -afferma Marco Gagliardi del Servizio Legale MC- debbano immediatamente eliminare le clausole vessatorie, ma anche che la Lega Calcio si attivi per evitare che i consumatori subiscano un trattamento contrattuale diverso a seconda della maglia che indossano allo stadio, aprendo a un dialogo costruttivo e nell’interesse della platea degli abbonati italiani”. Ad ottobre scorso, MC ha invitato la Lega Calcio ad attivare un confronto per diffondere un modello di condizioni di abbonamento privo di clausole abusive. La Lega non ha tuttavia risposto.

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