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Cronaca

Desirée il retroscena aberrante della sua morte

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Desirée

Desirée un nome che in Italia ha significato desiderio di stuprare a morte una sedicenne e di non permetterne i soccorsi.

Tutti sappiamo il triste epilogo di Desirée, una ragazza che a Roma oltre a vivere ha trovato la morte.

Secondo le ultime notizie, il giudice, nella sua ricostruzione, ha messo in evidenza che questi ragazzi neri in Italia per motivi umanitari, uno di loro addirittura con la carta di rimpatrio, arrestati per il delitto Desirée le hanno volutamente somministrato un cocktail di sostanze stupefacenti consapevoli che l’avrebbero fatta morire.

Una ragazzina di soli sedici anni che, ormai assodato, era in cerca di sostanze ma certo non della morte.

Questo gruppo di neri provenienti dall’Africa hanno volutamente perpetuato violenza sessuale e psicologica ai danni di questa ragazzina italiana solo per poter godere del suo corpo.

Agghiacciante non è però la violenza in sé, quanto il fatto che l’hanno lasciata volutamente morire.

Il giudice nella ricostruzione del fatto ha messo in evidenza che i tre neri africani non hanno voluto soccorrere Desirée, impedendo a persone presenti di chiamare soccorsi. Si prefigurano i reati di somministrazione di sostanze stupefacenti, stupro di gruppo, mancato soccorso.

Desirée, un nome particolare, era una ragazza molto esile e si vedeva che non era in forze, purtroppo per cercare una dose ha trovato violenza e morte. Desiderio voluto da quegli africani in Italia per motivi umanitari.

La Cronaca di Roma @ 2018

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Cronaca

“I tifosi non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio”

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Ingresso Curva Nord stadio Olimpico


IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI

IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI.

L’Antitrust ha riscontrato clausole vessatorie nei contratti di abbonamento della Serie A e ha avviato 9 procedimenti, nei confronti di Atalanta, Cagliari, Genoa, Internazionale, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese. Movimento Consumatori, dopo aver riscontrato l’esistenza di clausole in contrasto con il Codice del consumo, si occupa della tutela degli abbonati da gennaio 2018. In due anni ha inviato 16 diffide ad altrettanti club e ha promosso numerose azioni inibitorie collettive, tra cui quella conclusa vittoriosamente con la condanna della SS Lazio con l’Ordinanza 24 giugno 2019 emessa dal Tribunale di Roma. I profili di illegittimità delle clausole ricorrenti negli abbonamenti di Serie A riguardano non soltanto le violazioni oggetto dei procedimenti Agcm (esclusioni del rimborso del corrispettivo versato in caso di squalifica dello stadio o disputa di gare a porte chiuse o con chiusure di settori, per impossibilità sopravvenuta della prestazione, anche imputabile alla Società; esclusioni e limitazioni della responsabilità per colpa della società in caso di squalifica dello Stadio o di ordini che impongano lo svolgimento delle gare a porte chiuse o con chiusure di specifici settori), ma anche previsioni che consentono alle società di modificare unilateralmente le condizioni di contratto senza giustificato motivo e deroghe al ”foro del consumatore”.
Molte società, a seguito delle azioni di MC, hanno riconosciuto il principio per cui i tifosi che non hanno colpe non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio, per cui hanno diritto a rimborsi e risarcimenti, e hanno modificato i contratti rendendoli conformi a quanto previsto dal Codice del Consumo. Altre invece hanno riprodotto clausole abusive nelle condizioni di abbonamento della stagione in corso. ”Riteniamo non solo che i club destinatari dei procedimenti avviati dall’Agcm -afferma Marco Gagliardi del Servizio Legale MC- debbano immediatamente eliminare le clausole vessatorie, ma anche che la Lega Calcio si attivi per evitare che i consumatori subiscano un trattamento contrattuale diverso a seconda della maglia che indossano allo stadio, aprendo a un dialogo costruttivo e nell’interesse della platea degli abbonati italiani”. Ad ottobre scorso, MC ha invitato la Lega Calcio ad attivare un confronto per diffondere un modello di condizioni di abbonamento privo di clausole abusive. La Lega non ha tuttavia risposto.

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