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Rocchi sul derby di Roma e il Var: “Ne ho arbitrati quattro senza, li vivevo così”

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Il numero uno degli arbitri Rocchi sul derby di Roma e il Var ricorda alcune esperienze da direttore di gara.

Interviene il numero uno degli arbitri Gianluca Rocchi sul derby di Roma e il Var. Tecnologia che non manca mai di far storcere il naso e suscitare polemiche, figuriamoci in una sfida sentita come la stracittadina. Intervistato da ‘La Repubblica’, Rocchi dice la sua, ricordando alcune esperienze da direttore di gara: “Questo strumento è un vantaggio, aiuta a correggere gli errori. Se lo vedi come un muro, lo usi male. Nei raduni ci diciamo sempre che il Var non deve essere amico dell’arbitro: se gli vuoi bene, rischi inconsciamente di non volergli far fare una figuraccia e non correggi un errore che potrebbe salvargli la partita. Dopo aver preso la decisione, il direttore di gara deve aprire la mente e chiedersi: ho sbagliato? Se no rischi di convincere il tuo collega al Var che hai ragione tu e lo porti in errore“.

Ho fatto quattro derby di Roma col cappio al collo, stavo tre notti sveglio: prima, durante e dopo. Gli ultimi due invece, col Var, me li sono goduti. Non c’è arbitro che possa essere contrario”.

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LA NOSTRA STORIA Domenico ‘Mimmo’ Caso

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LA NOSTRA STORIA Domenico MimmoCaso nasce a Eboli (SA) il 9 maggio 1954. Centrocampista, fa il suo debutto nel calcio professionistico con la Fiorentina. Nella stagione 1974-1975 vince il suo primo trofeo: la Coppa Italia. Nella stagione 1978-1979 Caso lascia la Fiorentina e si trasferisce al Napoli. Nell’estate 1979 passa all’Inter. Nel 1980 si laurea Campione d’Italia. Dopo l’esperienza in nerazzurro passa per due anni in Serie B al Perugia. Nell’estate del 1983 torna in Serie A con il Torino. Quindi passa alla Lazio, in quel periodo nella serie cadetta. Con la maglia biancoceleste disputa tre stagioni. Nel 1988, dopo la promozione in A, viene ceduto al Latina. Chiude la carriera nell’Orceana.  Dal 1992/93 al 1996/97 è l’allenatore della Lazio Primavera. Il primo anno sfiora lo Scudetto perdendo la finale contro l’Atalanta. Nella stagione 1994/95 vince il titolo. Tra i tanti giovani lancia Alessandro Nesta, Marco Di Vaio, Alessandro Iannuzzi, Flavio Roma e Daniele Franceschini. Dopo aver guidato Foggia, Chievo e Pistoiese, nel 2003/04 torna ad allenare la Primavera laziale. Nel 2004/05 viene chiamato dal nuovo presidente biancoceleste Claudio Lotito ad allenare la prima squadra. Viene esonerato e sostituito da Papadopulo. Successivamente allena la Ternana. A giugno del 2009 viene nominato supervisore del settore giovanile della Cisco Roma. Nel 2011 assume la guida degli Allievi Regionali A1 della Voluntas (Spoleto). A luglio del 2012 viene nominato allenatore della squadra Primavera della Virtus Lanciano. Nel 2013 viene ingaggiato come tecnico della squadra Primavera della Reggina, ma dopo pochi giorni decide di lasciare l’incarico per motivi familiari.

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