LAZIO La pareggite non è sempre un male. L’ultima volta…

LAZIO La pareggite non è sempre un male. Negli ultimi anni c’è stato infatti un precedente favorevole ai biancocelesti…

LAZIO La pareggite non è sempre un male. I biancocelesti ne soffrono, almeno in campionato, da quattro partite. E se ci aggiungiamo il ko in Europa contro l’Apollon Limassol, troviamo una squadra orfana di vittorie da un mese pieno. L’ultimo successo risale all’8 novembre, alla gara europea con il Marsiglia. Preceduto, quattro giorni prima, dall’ultima gioia in campionato, all’Olimpico contro la Spal. Un trend da invertire al più presto, nonostante la classifica non ne abbia risentito più di tanto, con il quarto e terzo posto distanti rispettivamente appena 1 e 3 punti. Tornare a conquistare i tre punti serve come il pane, anche se non tutte le pareggiti vengono per nuocere. C’è ad esempio quella della stagione 2002/03, con Mancini in panchina e Inzaghi leader dell’attacco. In quell’occasione furono addirittura sei i pareggi consecutivi, collezionati tra la seconda e la settima giornata. La Lazio impattò contro Chievo, Torino, Milan, Atalanta, Perugia e Roma, ma poi sfatò il tabù battendo l’Empoli. E alla fine si piazzò al quarto posto, conquistando i preliminari di Champions. Un’impresa che Lulic e compagni saranno chiamati a ripetere, a partire da giovedì in EL con l’Eintracht Francoforte. Dove, se non per la qualificazione (già conquistata), una vittoria sarebbe comunque molto utile per bilancio e ranking. Lunedì poi si andrà a Bergamo a far visita all’Atalanta. Trasferta difficile, ma per continuare a sognare occorrerà mettere al bando i passi falsi.

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