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Lazio terza sconfitta in sei gare ufficiali

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Lazio squadra
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Lazio terza sconfitta in appena sei partite giocate dall’inizio della stagione

Lazio terza sconfitta – Dopo le due sconfitte consecutive contro Spal in campionato e Cluj in Europa League, arriva anche la terza generale e seconda in campionato contro l’Inter. La squadra di Conte al dispetto dei pronostici, non ha dominato la gara; è andata in vantaggio verso la metà del primo tempo grazie a un errore della difesa laziale. Jony e Strakosha i colpevoli dello svantaggio biancoceleste, il primo non salta per coprire sul colpo di testa di D’Ambrosio, il secondo per la seconda volta (anche contro il Cuj), non esce dai pali per fare suo il pallone su un traversone del tutto innocuo.

La Lazio si crede troppo bella e in alcuni momenti della partita invece di affondare il colpo, spreca occasioni da gol che gli avversari invece trasformano in gol. Anche oggi come nel derby, tantissimi gol mangiati. Correa spreca l’occasione di portare la Lazio in vantaggio cercando un tocco di fine per scavalcare Handanovic quando un tiro sul primo o secondo palo di punta, avrebbe portato il risultato sul pareggio. Gol facili falliti come in ogni partita dove poi, la squadra non riesce mai a buttare la palla in rete.

CAMBI SBAGLIATI E POCA CONVINZIONE

Così come le altre due sconfitte, nel secondo tempo la Lazio è nulla, 0 occasioni create lasciando il gioco in mano all’Inter che nel primo tempo ha solo potuto sperare che la palla non finisse nella rete di Handanovic. Cambi inspiegabili da parte di Inzaghi che con l’ingresso di Leiva, Immobile e Berisha al posto di Milinkovic, Luis Alberto e Caicedo ha tolto sicurezze alla squadra finendo con il 0 gioco e 0 occasioni create.

L’unico giocatore che è sembrato veramente in palla è stato Bastos, ottimo in difesa (all’inizio per lui una leggera paura, solamente perché pensava che Strakosha sarebbe uscito per prendere la palla). L’angolano ha spinto con continuità mostrando una discreta tecnica che ha spesso messo in difficoltà giocatori come Godin e De Vrij, spesso in ritardo nei sui dribbling. Non sono le sconfitte a creare disagio, nei maggior campionati anche Barcellona e Psg si trovano a già due sconfitte stagionali, compreso il Napoli, ma conta come arriva la sconfitta e quella di ieri è amara soprattutto per il gol preso e i gol sprecati.

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LA NOSTRA STORIA Domenico ‘Mimmo’ Caso

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LA NOSTRA STORIA Domenico MimmoCaso nasce a Eboli (SA) il 9 maggio 1954. Centrocampista, fa il suo debutto nel calcio professionistico con la Fiorentina. Nella stagione 1974-1975 vince il suo primo trofeo: la Coppa Italia. Nella stagione 1978-1979 Caso lascia la Fiorentina e si trasferisce al Napoli. Nell’estate 1979 passa all’Inter. Nel 1980 si laurea Campione d’Italia. Dopo l’esperienza in nerazzurro passa per due anni in Serie B al Perugia. Nell’estate del 1983 torna in Serie A con il Torino. Quindi passa alla Lazio, in quel periodo nella serie cadetta. Con la maglia biancoceleste disputa tre stagioni. Nel 1988, dopo la promozione in A, viene ceduto al Latina. Chiude la carriera nell’Orceana.  Dal 1992/93 al 1996/97 è l’allenatore della Lazio Primavera. Il primo anno sfiora lo Scudetto perdendo la finale contro l’Atalanta. Nella stagione 1994/95 vince il titolo. Tra i tanti giovani lancia Alessandro Nesta, Marco Di Vaio, Alessandro Iannuzzi, Flavio Roma e Daniele Franceschini. Dopo aver guidato Foggia, Chievo e Pistoiese, nel 2003/04 torna ad allenare la Primavera laziale. Nel 2004/05 viene chiamato dal nuovo presidente biancoceleste Claudio Lotito ad allenare la prima squadra. Viene esonerato e sostituito da Papadopulo. Successivamente allena la Ternana. A giugno del 2009 viene nominato supervisore del settore giovanile della Cisco Roma. Nel 2011 assume la guida degli Allievi Regionali A1 della Voluntas (Spoleto). A luglio del 2012 viene nominato allenatore della squadra Primavera della Virtus Lanciano. Nel 2013 viene ingaggiato come tecnico della squadra Primavera della Reggina, ma dopo pochi giorni decide di lasciare l’incarico per motivi familiari.

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