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Focus

ACCADDE OGGI 17/12/1989, Udinese-Lazio 0-2: i primi passi verso il futuro

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Vacanze di Natale ’89. Non è uno dei primi film della saga dei Vanzina, solo un ricordo di quando la Lazio muoveva i suoi primi passi per ritornare grande alla fine dei terribili anni 80 (al rogo chi osa rimpiangerli calcisticamente). E quel periodo natalizio fu incredibile. Alla vigilia di Capodanno ci fu lo storico tre a zero contro il Napoli di Maradona, ma ancora prima la Lazio di Beppe Materazzi aveva mosso un altro importante passo tornando alla vittoria in trasferta dopo tre mesi.

Dopo il blitz in casa del Milan, mai più ripetuto fino ai giorni nostri, la Lazio vince una sfida complessa su un campo difficile. E’ un’Udinese che lotta per salvarsi ma che, un quella Serie A così ricca, vanta individualità come Garella in porta, Sensini in difesa e Banca e Abel Balbo in attacco. Niente male, ma la Lazio è solida e a un quarto d’ora dalla fine sfrutta un’altra autorete per fare bottino pieno in trasferta. Dopo Paolo Maldini, è Vanoli a infilare la propria porta per una Lazio però sicuramente più brillante della partita difensiva giocata a San Siro. Arriverà anche il raddoppio di Gabriele Pin. Poi, dopo Natale, la grande festa contro il Napoli: per l’Europa bisognerà aspettare altri tre anni, ma quelli furono i primi passi di una squadra che nel decennio successivo sarebbe diventata la più forte del mondo per un paio di stagioni.

Fabio Belli

IL TABELLINO

UDINESE – LAZIO 0-2

Marcatori: 76′ Vanoli (aut), 86′ Pin.

UDINESE: Garella, Paganin, Vanoli, Bruniera, Sensini, Lucci, Mattei, Iacobelli (56′ Orlando), Branca (56′ De Vitis), Gallego, Balbo. A disp.: Abate, Galparoli, E.Oddi. All. Mazzia.

LAZIO: Orsi, Bergodi, Sergio, Icardi, Gregucci, Soldà, Di Canio, Troglio (69′ Pin G.), Amarildo, Sclosa, Sosa (56′ Bertoni). A disp. Sassanelli, Nardecchia, Beruatto. All. Materazzi.

Arbitro: Beschin (Legnago).

 

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LA NOSTRA STORIA Gianni Elsner, la voce dell’etere romano

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Gianni Elsner storico conduttore radiofonico laziale


Nato a Merano il 27 settembre del 1940 Gianni Elsner arriva a Roma nel 1965. Due anni dopo inizia la sua esperienza radiofonica. Negli anni precedenti aveva fatto anche l’attore dopo aver frequentato l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. Nel 1992 è stato eletto deputato con la Lista Pannella, per poi passare al gruppo misto per divergenze sui rimborsi elettorali.

Gianni Elsner arriva alla radio quasi per caso. Raggiunge la popolarità con la trasmissione ‘Te lo faccio vedere chi sono io’. Il titolo prende il nome da una canzone di Piero Ciampi. L’idea di usarla come sigla gli viene data dal suo grande amico Luciano Re Cecconi. L’impegno, che doveva essere temporaneo, va avanti per oltre trenta anni spaziando in tutti i campi, dalla cultura al sociale. Le letture del professor Trento Morera, le poesie, le adozioni dei suoi “bambuccini” del Paraguay – che continuano ancora oggi grazie all’Associazione Gianni Elsner www.associazionegiannielsner.it/ -, la cartolina per Riccardino, le nonnine della Magliana, le sue battaglie a fianco dei meno fortunati. Ai suoi microfoni negli anni sono intervenuti campioni e stelle dello sport, esponenti della politica e delle istituzioni e, soprattutto, molta gente comune. Compagno di intere mattinate trascorse ad ascoltare i suoi racconti dal sapore di una radio antica con lui è finita l’epoca romantica dell’etere romana. Grande tifoso della Lazio, uno dei primi anchorman calcistici. Malato da tempo fino all’ultimo ha lavorato dalla sua casa-studio alla Balduina. Pochi giorni prima di lasciarci aveva compiuto 69 anni. Molti sono i giornalisti che tentano di imitarlo con scarsissimi risultati. Pochissimi quelli che spiccano per un po’ di personalità ma che risultano imprigionati nella ricerca di una propria dimensione.

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