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ACCADDE OGGI Lazio-Chievo 1-0, l’ultima punizione di Mihajlovic in un mare di maglie

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Lazio-Chievo è sempre stata un po’ una partita tabù per i colori biancocelesti: a dispetto di tante vittorie ottenute a Verona, il bilancio in casa è in svantaggio per l’Aquila, con tre soli successi in quattordici stagioni di militanza degli scaligeri nella massima serie.

La prima volta non si scorda mai, e il 5 ottobre del 2003 è una data da fissare nella memoria dei tifosi laziali: forte del record assoluto di abbonati, 41.056 le tessere staccate, il club organizza uno spettacolare “maglia day” con tutte le casacche regalate ai tifosi che hanno sottoscritto un abbonamento. Anche i circa 5.000 paganti vengono invitati ad indossare una maglia con l’Aquila sul petto: il colpo d’occhio è da togliere il fiato, ma la partita come al solito è difficile.

Reduce da un non esaltante pari esterno contro l’Empoli e da una sconfitta interna contro il Parma, la Lazio ha bisogno di una scossa che tarda ad arrivare. A metà ripresa, Sinisa Mihajlovic si incarica di calciare una punizione: dal 1998 i tifosi laziali nel hanno viste tantissime, addirittura tre di fila in un match passato alla storia contro la Sampdoria. E una delle esecuzioni più belle di sempre del serbo aveva permesso circa due mesi prima alla banda Mancini di piegare il Benfica nei preliminari di Champions League.

Stavolta serve una deviazione della barriera per spezzare l’incantesimo e permettere ai quasi 50.000 dell’Olimpico di esultare: non lo sanno, ma sarà l’ultima prodezza balistica di uno degli eroi dello scudetto. Per battere di nuovo il Chievo in casa, serviranno invece bene 10 anni di attesa, un tre a zero nel 2013 che spezzerà una grottesca serie di pareggi e sconfitte contro una delle bestie nere dei tempi moderni per la Lazio.

Fabio Belli

IL TABELLINO

5 ottobre 2003, LAZIO-CHIEVO 1-0

Marcatore 19’st Mihajlovic (L)

LAZIO: Peruzzi, Stam, Fernando Couto, Mihajlovic, Favalli (9’st Zauri), Fiore, Dabo, Liverani, Stankovic (37’st Giannichedda), Muzzi (1’st S. Inzaghi), Claudio Lopez. Panchina Casazza, Negro, Oddo, Corradi. Allenatore Mancini.

CHIEVO: Marchegiani, Moro, Sala, D’Anna, Lanna, Semioli (13’st Franceschini), Perrotta, Zanchetta, Santana, Cossato (1’st Pinilla), Amauri (24’st Sculli). Panchina Frezzolini, Mensah, Barzagli, Morrone. Allenatore Del Neri.

Arbitro: Collina di Viareggio

Note espulso al 46’st Liverani (L)


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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Gigi Simoni

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Gigi Simoni ex allenatore della Lazio

Il 22 gennaio 1939 a Crevalcore, in prov. di Bologna, nasce Luigi Gigi Simoni.

Centrocampista cresciuto nelle giovanili della Fiorentina nel 1959 Gigi Simoni passa al Mantova dove conquista la serie A. Nel 1961 passa in prestito al Napoli in B, conquista un’altra promozione e vince la Coppa Italia. L’anno seguente torna di nuovo al Mantova e debutta nella massima serie. Nel 1964, si trasferisce al Torino. In granata rimane per tre stagioni e nel 1967 passa alla Juventus. A fine stagione accetta il trasferimento in Serie B al Brescia, con cui ottiene la promozione in Serie A. Chiude la carriera nel 1974, a 35 anni, dopo tre anni trascorsi al Genoa.

LA CARRIERA DA ALLENATORE 

Una volta appesi gli scarpini al chiodo intraprende la carriera di allenatore. Guida molte squadre: Genoa, Brescia, Pisa, Lazio, Empoli, Cosenza, Carrarese, Cremonese, Napoli, Inter, Piacenza, Torino, CSKA Sofia, Ancona, Siena, Lucchese e Gubbio. Ha al suo attivo 8 promozioni: dalla B alla A con Genoa (1975-76 e 1980-81), Brescia (1979-80), Pisa (1984-85 e 1986-87), Cremonese (1992-93), Ancona (2002-03); e dalla C2 alla C1 con la Carrarese nel 1991-92. Nel febbraio del 2009 diventa Direttore Tecnico del Gubbio ma a ottobre del 2011 torna in panchina al posto dell’esonerato Fabio Pecchia per poi riprendere il suo ruolo di direttore tecnico nel 2012. Nel campionato 2013/14 è Direttore Tecnico della Cremonese e nel giugno 2014 ne viene eletto Presidente. Il 23 giugno 2015 il CdA lo riconferma, ma il 2 giugno 2016 viene sostituito da Michelangelo Rampulla. Il Genoa ha inserito Simoni nella sua Hall of Fame.

L’ANNO ALLA LAZIO

Nella stagione 1985-86 è il Presidente Chinaglia ad affidargli la squadra laziale, appena retrocessa in B. “La Lazio per me poteva essere una grande occasione, le premesse per fare bene c’erano tutte. La squadra era buona, in organico c’erano Caso, D’Amico, Poli, Fiorini, Ielpo, Garlini  invece incappammo in una stagione davvero turbolenta. Due mesi dopo l’inizio del campionato Chinaglia decise di lasciare. La società si sfaldò e la squadra iniziò ad avere delle battute d’arresto. Restammo per sette mesi senza prendere gli stipendi, per fortuna riuscimmo a tenere il gruppo unito. Fu veramente dura ma alla fine ci salvammo. La partita decisiva era Lazio-Brescia, sugli spalti c’erano 40.000 persone in festa”.

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