LA NOSTRA STORIA – La voce storica biancoceleste: Gianni Elsner

Il 5 ottobre 2009 si spengeva a Roma Gianni Elsner, voce storica e indimenticabile della lazialità e non solo.

Un grande tifoso della Lazio, uno dei primi anchorman calcistici. Malato da tempo fino all’ultimo ha lavorato dalla sua casa-studio alla Balduina. Pochi giorni prima di lasciarci Gianni Elsner aveva compiuto 69 anni. Nato a Merano il 27 settembre del 1940. Arriva a Roma nel 1965 e due anni dopo inizia l’esperienza radiofonica. Aveva anche fatto l’attore dopo aver frequentato l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. Inoltre nel 1992 era stato eletto deputato con la Lista Pannella, per poi passare al gruppo misto per divergenze sui rimborsi elettorali.

Arrivato in radio quasi per caso, raggiunse la popolarità con la trasmissione “Te lo faccio vedere chi sono io”. Il titolo prende il nome da una canzone di Piero Ciampi. L’idea di usarla come sigla gli viene data dal suo grande amico Luciano Re Cecconi. L’impegno, che doveva essere temporaneo, va avanti per oltre trenta anni spaziando in tutti i campi, dalla cultura al sociale. Le letture del professor Trento Morera, le poesie, le adozioni dei suoi “bambuccini” del Paraguay – che continuano ancora oggi grazie all’Associazione Gianni Elsner www.associazionegiannielsner.it/ -, la cartolina per Riccardino, le nonnine della Magliana, le sue battaglie a fianco dei meno fortunati.

Ai suoi microfoni negli anni sono intervenuti campioni e stelle dello sport, esponenti della politica e delle istituzioni e, soprattutto, molta gente comune. Compagno di intere mattinate trascorse ad ascoltare i suoi racconti dal sapore di una radio antica con lui è finita l’epoca romantica dell’etere romana. Molti sono i giornalisti che tentano di imitarlo con scarsissimi risultati. Pochissimi quelli che spiccano per un po’ di personalità ma che risultano imprigionati nella ricerca di una propria dimensione.

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