Lotito: “Lazio multietnica. Vi spiego la mia frase sul razzismo”

Ai microfoni della trasmissione di Rai2 ‘Domenica Ventura’, il presidente della Lazio Lotito è tornato a parlare di razzismo nel calcio.

Le parole di Lotito, a partire dal cammino condotto alla guida della Lazio: “I tifosi non sempre hanno compreso gli sforzi della società: dal mio arrivo ha vinto solo la Lazio, oltre alla Juventus”. Sulla sua frase sul razzismo di qualche giorno fa poi, il patron chiarisce : “Io non parlo da diverso tempo proprio per evitare che le cose vengano fraintese: a volte un termine può risultare improprio, ma non va estrapolato dal discorso. Nel complesso dicevo che lo sport deve stare al di sopra di qualsiasi cosa, ai tempi dell’Antica Grecia anche le guerre veniva sospese per le Olimpiadi. In quel contesto, specificavo che non sempre i ‘buu’ hanno valenza razzista. Quando ero piccolo e c’erano poche persone di colore a Roma, esisteva già quest’atteggiamento e serviva a scoraggiare l’avversario. Non si trattava di dire che chi ha la pelle bianca è ‘normale’, questo termine, chiarito anche nel comunicato, è sicuramente inappropriato dal punto di vista lessicale, ma volevo dare il senso di ‘comune’”.

Lazio multietnica? Assolutamente sì. Il termine ‘normale’ sta a significare, ripeto, ‘comune’”, prosegue Lotito, che poi approfondisce: “La normalità è dare a tutti le stesse possibilità. Per esempio, a chi magari ha delle difficoltà: mi riferisco, in questo caso, alle persone con disabilità. Per esempio, la mia iniziativa per i non vedenti, al fine di farli venire allo stadio, fa capire che questa è la ‘normalità’. Un non vedente non può vedere la gara? I nostri speaker gliela racconteranno. Noi vogliamo che questa sia la normalità, chi esaspera le differenze tra le persone e traccia confini fa un danno alla collettività. Io credo che sia necessario guardare a ogni diversità con gli occhi della normalità. Il calcio unisce tutti i popoli, al di là di tutte le condizioni”.

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