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LA NOSTRA STORIA L’allenatore e dirigente Alfonso Ricciardi

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LA NOSTRA STORIA Alfonso Ricciardi nasce ad Avellino il 21 ottobre 1913. Cresce nel ruolo di portiere nell’Avellino.

Dal 1932 al 1934 Ricciardi gioca nel Campobasso. Quindi si trasferisce alla Salernitana dove resta per quattro anni. Nel 1938 gioca nel Bari. In Puglia resta tre anni prima di passare al Milan. Nel maggio 1937,é il portiere del GUF Napoli che si aggiudica la VI edizione dei Littoriali. Nel 1944 è stato giocatore-allenatore nel Seregno e quindi, sempre come allenatore, all’Avellino, al Campobasso ed al Livorno dove dal 1952 al 1955 ha ricoperto l’incarico di Direttore sportivo ed amministrativo. Nel 1956 lascia il Livorno per diventare segretario nella Lazio. Nel campionato 1961/62, a partire dalla 21^ giornata, guida la Lazio. Dopo sette giornate viene sostituito da Carlo Facchini. È scomparso a Roma il 2 luglio 1980.

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LA NOSTRA STORIA Silvio Piola, il più grande in assoluto

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Silvio Piola leggendario bomber della Lazio e della Nazionale


A Robbio, un piccolo paese immerso nelle risaie pavesi, il 29 settembre del 1913 nasceva Silvio Piola. Da molti considerato il calciatore italiano più forte di tutti i tempi. Una leggenda del nostro calcio. In oltre ventiquattro anni di carriera con Pro Vercelli, Lazio, Torino, Juventus e Novara, ha realizzato 274 reti in Serie A. Un primato che dura dal 7 febbraio 1954.

Silvio Piola è ancora oggi il capocannoniere storico in Serie A della Pro Vercelli (51 reti), della Lazio (143) e del Novara (70). In Nazionale ha dato il meglio di sé portando gli azzurri di Vittorio Pozzo alla vittoria nel Campionato del Mondo di calcio di Francia del 1938. Segnò cinque reti in quattro partite, tra cui la doppietta in finale contro l’Ungheria. Figura al terzo posto tra i marcatori azzurri di sempre con 30 reti (dietro a Riva e Meazza). Il tutto soltanto in 34 partite in azzurro, con una media gol di 0,88 reti a partita.

Nel 1954 si è ritirato dal calcio giocato. Dopo un’esperienza come allenatore a Cagliari in B e a Piacenza, nel 1957, entrò in Federazione come talent scout e allenatore dei giovani. Ruolo che ricoprì fino al 1976 quando andò in pensione. Affetto dal morbo di Alzheimer morì il 3 ottobre 1996 pochi giorni dopo il suo ottantatreesimo compleanno.

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