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LAZIO Immobile: “Vieri il mio idolo. Per la Champions ci manca…”

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LAZIO Immobile parla e ripercorre le tappe più importanti della sua carriera.

LAZIO Immobile intervistato a ̵;I Signori del Calcio’: 0;Ho cercato sempre di rubare un qualcosa a qualcuno, Vieri era quello che mi appassionava di più. E’ stato un attaccante formidabile, che ha fatto la storia di tante squadre. Trezeguet in area di rigore è il più forte che abbia mai visto. Esordio? Stavamo perdendo 1-0, mi tremavano le gambe, fu speciale. Pescara con mister Zeman è stata una stagione perfetta, una squadra giovane con qualche giocatore esperto. C’era il giusto mix per fare bene. Abbiamo iniziato a macinare vittorie, riempivamo lo stadio, c’erano sempre quindici mila persone all’Adriatico. Promozione? Ricordo la gente che ci aspettava allo stadio, è stato bellissimo, mi viene la pelle d’oca a ripensarci. Lorenzo (Insigne, ndr) e Marco (Verratti, ndr) avevano qualcosa che gli altri non lo avevano, si notava subito, è stata bella la nostra crescita insieme. Quando ci ritroviamo in Nazionale, è retorica, ma siamo come fratelli, ci conosciamo da dieci anni. Belotti? Non penso al calcio quando sto con lui, siamo andati anche in vacanza insieme. A Torino come col Pescara, avevamo una squadra di grandi uomini, siamo riusciti ad andare in Europa League facendo un campionato fantastico. Da lì è partito tutto, ci ho creduto di più. Essere capocannoniere della Serie A a ventidue anni non è stato facile”.

DORTMUND E SIVIGLIA 

“Una parentesi importante della mia carriera, si fecero sentire a fine aprile. Le cose si sono messe subito male, forse lì la cultura era diversa dalla nostra, non c’erano molti italiani a Dortmund. Il mio rammarico è di non essere stato all’altezza di stare lì. La squadra era in difficoltà con i tedeschi, figuriamoci con gli stranieri. Mi sarebbe piaciuto lavorare con Klopp. A Siviglia la peggior annata che ho fatto, non mi sono mai preso con l’allenatore. Non era colpa di nessuno, non c’era feeling”.

NAZIONALE 

“Siamo andati a casa, il mondiale in Brasile non è andata come volevo, mi aspettavo qualcosa di più. La differenza tra del Torino e quello della Nazionale? All’inizio era uguale, i sono arrivati. Dopo la partita con la siamo andati un po’ in confusione, di testa non eravamo più quelli di prima. E’ stata la delusione più grande della mia carriera. Mancini sta facendo una cosa totalmente diversa, un calcio offensivo fatto di tecnica, velocità e passaggi veloci. Dall’inizio stiamo facendo grandi cose. Conte è uno che ti entra nella testa per il suo atteggiamento, è schietto, è sincero, ti parla in faccia dicendoti ciò che pretende, non molla mai e vuole che tu faccia lo stesso. All’ s’era creato un gruppo di 23 giocatori che dava l’anima in campo, era difficile batterci. La partita perfetta è stata Spagna-Italia”.

ROMA 

“Se parliamo di Roma città, prima non me l’aspettavo così, mi aspettavo peggio. La città è meravigliosa, la mia famiglia si trova benissimo, una delle più belle al mondo. Sono soddisfatto di quello che sto facendo qui, perché non era semplice, c’era un’eredità importante da coprire, quella di Klose. Non era facile, ma lavoro con quella tigna, quella cattiveria e anche con un po’ di quella testardaggine che mi ha permesso di cancellare le annate passate. Poi ho trovato mister Inzaghi che ha costruito una squadra su di me. Se non avessi rispettato le aspettative, se non fossi stato all’altezza e in grado di gestire la cosa, qualcosa sarebbe cambiato. Siamo cresciuti insieme: lui come allenatore, io come calciatore. Ho finito la maturazione e lui sta cambiando tantissimo da quando abbiamo iniziato. Questo è il quarto anno che lavoriamo insieme e sta crescendo proprio come allenatore. Entra nella testa dei giocatori, si preoccupa dei giocatori, del gruppo, ci tiene a creare un gruppo e ad avere rapporti con i giocatori all’interno degli spogliatoi. Vuole creare con i giocatori più forti un legame. Vuole sapere se le cose vanno male, quali sono le cose da migliorare. Poi, lui, essendo giovane, ci riesce molto di più rispetto a un allenatore più maturo. È molto preparato e ha anche uno staff molto preparato”.

LAZIO 

“Ci manca la continuità dei risultati, nello stare in partita con la testa, sempre al 100% e ogni tanto abbiamo dei vuoti. Se vogliamo essere una squadra matura, tosta, che vuole vincere, questo non deve succedere. Ci manca solo questo, perché dal punto di vista qualitativo siamo una squadra sulla quale non si può dire niente. Quando uno ha voglia di giocare, la gente si diverte. Mi piacerebbe lavorare per lottare e arrivare in Champions. Le squadre sono queste: ci siamo noi, la Roma, il Napoli, l’Atalanta. Ci giochiamo il quarto posto. Credo sia importante la continuità, se fai quello, puoi andare avanti. Poi, mi piacerebbe andare avanti in Europa League, è una competizione che mi affascina”.

RAZZISMO 

“Non c’è mai storia quando si parla di razzismo, sportività. Non c’è discussione quando si parla tra persone, siamo tutti allo stesso livello. Questi dovrebbero essere tempi superati e invece, purtroppo, no. Non bisogna, però, condannare tutti, perché noi dal campo, magari, sentiamo 10 persone, che ne rovinano 50mila. È difficile estirpare quella minima parte. Ci sono tante persone intelligenti che riescono a sorvolare su queste cose e a vedere cosa offre realmente il calcio”.

RIGORE 

“Per tirare un rigore ci vuole cuore, freddezza e tranquillità, è una sfida tra te e il portiere. Lazio-Sampdoria la ricordo particolarmente bene, non tanto per la partita in sé, venivamo da un ritiro punitivo. Rigore al 96’ dopo cinque minuti di Var, restare lì con la palla in mano non è stato facile. Non ho niente contro il Var, la tecnologia va avanti nella vita e nello sport, gli americani lo fanno da sempre nel basket. Per quanto riguarda la velocità, nel primo anno ci sono stati degli errori ed allora si sono detti di prendersi un po’ di tempo in più”.

FAMIGLIA 

Jessica l’ho conosciuta a Pescara, è stato amore a prima vista. Dopo sei mesi ci siamo trasferiti insieme a Genova, e da lì è partita tutta la storia. Quando incontro la gente per strada mi dicono ‘sembra che vi amate solo voi’. Giorgia e Michela ci hanno riempito la casa da subito. La prima è un terremoto, la seconda un po’ più tranquilla, una signorina. Mattia? Ha il fisico da difensore centrale. Sono un papà severo, voglio che i miei crescano come sono cresciuto io. Io e mia moglie veniamo da due famiglie semplici, questo è importante. Sono quello che volevo essere”.

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L’Italia batte la Turchia ed Immobile cita Lino Banfi

Un inizio straripante per gli azzurri di Mancini dove ha brillato anche la stella biancoceleste Immobile. Lo stesso Immobile cita Lino Banfi dopo il gol, scopriamo il perché

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Un inizio straripante per gli di Mancini dove ha brillato anche la stella biancoceleste Immobile. Lo stesso Immobile cita Lino Banfi dopo il gol, scopriamo il perché

L’Italia se la canta e se la suona, 3-0 senza storia alla Turchia. A segno vanno un autogol di Demiral su tiro-cross di Berardi, Insigne su assist di e lo stesso Immobile con un tap-in sottoporta.

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Immobile

Dopo il gol Immobile cita Lino Banfi e ai microfoni della a spiega il perché. 0;Ci è arrivato un messaggio da Lino Banfi che ci chiedeva di gridare porca puttena”. Gol e promessa mantenuta da Immobile che inoltre si è dichiarato entusiasta della prestazione azzurra e ha voluto dichiarare il gol al pubblico presente allo .

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Lino Banfi

DEFINITO LO STAFF DI SARRI

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Il laziale perdona, (a) Calenda no

Fanno discutere le frasi del candidato Sindaco Calenda. In passato sbeffeggiava il popolo laziale, ora a caccia di voti sembra aver cambiato idea

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Fanno discutere le frasi del candidato Sindaco Calenda. passato sbeffeggiava il popolo laziale, ora a caccia di voti sembra aver cambiato idea

Carlo Calenda candidato Sindaco per Roma con la lista Azione, in questi giorni è tornato a far parlare di se. Non su questione politiche, ma bensì sulla sua fede calcistica. Calenda noto tifoso della Roma, in passato si è lasciato andare a dichiarazioni poco piacevoli verso il popolo biancoceleste.

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LE DICHIARAZIONI

Le “offese” di Calenda svariano dal “Sei un cazzaro, sei laziale, mi ricordi Lotito” al più pesante “I laziali non votano, non capiscono la scheda elettorale“. Lo tra le 2 tifoserie è una cosa sana, ma quando toccano tasti delicati il problema sorge. Soprattutto quando lo stesso Calenda per acciuffare qualche voto in più magicamente cambia sponda ed elogia la Lazio ed il suo nuovo tecnico Sarri. L’incoerenza nella politica la fa da padrona.

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FODEN COME GAZZA

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SARRI LAZIO Annuncio ufficiale arrivato con un…emoticon

Sarri Lazio Annuncio ufficiale diramato in maniera originale (ma non troppo)

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Il biancoceleste ha scelto un modo davvero originale per dare annuncio ufficiale.

SARRI LAZIO ANNUNCIO UFFICIALE – Ora possiamo dirlo: il 62enne toscano è il nuovo allenatore dei capitolini. Il lieto fine, atteso ormai da tanti (troppi) giorni, si è finalmente materializzato. Lo ha fatto questa notte, con uno scambio di documenti firmati e controfirmati dalle parti. Il tutto è avvenuto sull’asse tra Roma e , dove l’ex della Juve si trovava per personali. Ed è stato seguito minuto per minuto da media e tifosi, ansiosi al limite dello spasmodico di ricevere la bella notizia.

A darla, in maniera criptica (ma non troppo), la stessa . Sul suo profilo ufficiale Twitter è infatti comparsa l’emoticon di una sigaretta. Una figurina molto in voga in questi giorni tra i tifosi per descrivere Sarri, accanito fumatore. Sarà forse per questo che il club biancoceleste ne ha fatto uso per dare la sospirata comunicazione. O perlomeno per anticiparla: a breve dovrebbe infatti essere diramata anche la nota ufficiale. Intanto una cosa è certa: ha partorito (anzi, ‘parto-tito’). Benvenuto nel mondo biancoceleste, piccolo grande Maurizio Sarri.

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