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LA NOSTRA STORIA L’ex difensore Giovanni Masiello

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LA NOSTRA STORIA Giovanni Masiello nasce a Roma il 2 gennaio 1946. Cresce nelle giovanili della Lazio dove arriva nel 1958. Tesserato ufficialmente, per motivi legati al non raggiungimento dell’età minima, nel 1962.

Nella stagione 1964/65 Giovanni Masiello gioca nella Primavera per poi passare nella De Martino nelle successive due stagioni. A partire dal 1966/67 disputa due stagioni in maglia biancoceleste con la squadra titolare. Con la Lazio vince il Torneo Righi nel 1964, il Torneo di Praga nel 1965 e il Campionato De Martino nella stagione 1967/68. Nel 1967 è convocato dalla nazionale giovanile che partecipa ai Giochi del Mediterraneo. Nel 1968 passa al Chieti. All’inizio della stagione 1969/70 si trasferisce al Mantova dove ottiene la promozione in Serie A e dove resta fino al 1972. L’anno dopo passa al Torino. Dalla stagione 1973/74 gioca con la Ternana, ottenendo la promozione in A. In Umbria resta fino al 1977, quando conclude la carriera. Nel 1985/86 allena per un breve periodo la Ternana. Attualmente vive a Terni.

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LA NOSTRA STORIA Silvio Piola, il più grande in assoluto

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Silvio Piola leggendario bomber della Lazio e della Nazionale


A Robbio, un piccolo paese immerso nelle risaie pavesi, il 29 settembre del 1913 nasceva Silvio Piola. Da molti considerato il calciatore italiano più forte di tutti i tempi. Una leggenda del nostro calcio. In oltre ventiquattro anni di carriera con Pro Vercelli, Lazio, Torino, Juventus e Novara, ha realizzato 274 reti in Serie A. Un primato che dura dal 7 febbraio 1954.

Silvio Piola è ancora oggi il capocannoniere storico in Serie A della Pro Vercelli (51 reti), della Lazio (143) e del Novara (70). In Nazionale ha dato il meglio di sé portando gli azzurri di Vittorio Pozzo alla vittoria nel Campionato del Mondo di calcio di Francia del 1938. Segnò cinque reti in quattro partite, tra cui la doppietta in finale contro l’Ungheria. Figura al terzo posto tra i marcatori azzurri di sempre con 30 reti (dietro a Riva e Meazza). Il tutto soltanto in 34 partite in azzurro, con una media gol di 0,88 reti a partita.

Nel 1954 si è ritirato dal calcio giocato. Dopo un’esperienza come allenatore a Cagliari in B e a Piacenza, nel 1957, entrò in Federazione come talent scout e allenatore dei giovani. Ruolo che ricoprì fino al 1976 quando andò in pensione. Affetto dal morbo di Alzheimer morì il 3 ottobre 1996 pochi giorni dopo il suo ottantatreesimo .

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