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LA NOSTRA STORIA Bruto Seghettini, l’uomo che portò il pallone a Roma

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Rubrica la nostra storia di Laziochannel


LA NOSTRA STORIA Bruto Seghettini nasce a Nizza il 14 maggio 1881. Dirigente sportivo, allenatore di calcio e calciatore italiano naturalizzato francese.

Seghettini fu socio e calciatore del Racing Club di Parigi, polisportiva fondata nel 1882. Trasferitosi a Roma nel 1894 dopo aver fondato l’Audace Club Podistico a settembre del 1900, il pomeriggio del 6 gennaio 1901 portò il primo pallone da foot-ball a Roma, nella sede della Lazio a Via Valadier.

Illustrò le regole del gioco agli atleti biancocelesti, allenati dallo stesso Seghettini nelle uscite avvenute in Piazza d’Armi. Fu anche uno dei fondatori del Club Sportivo Audace Roma, compagine progenitrice della Roma. Partecipò inoltre nel marzo del 1902 a una partita tra laziali ed ‘audaciani’. Morì a Nizza il 23 marzo del 1975.

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LA NOSTRA STORIA Silvio Piola, il più grande in assoluto

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Silvio Piola leggendario bomber della Lazio e della Nazionale


A Robbio, un piccolo paese immerso nelle risaie pavesi, il 29 settembre del 1913 nasceva Silvio Piola. Da molti considerato il calciatore italiano più forte di tutti i tempi. Una leggenda del nostro calcio. In oltre ventiquattro anni di carriera con Pro Vercelli, Lazio, Torino, Juventus e Novara, ha realizzato 274 reti in Serie A. Un primato che dura dal 7 febbraio 1954.

Silvio Piola è ancora oggi il capocannoniere storico in Serie A della Pro Vercelli (51 reti), della Lazio (143) e del Novara (70). In Nazionale ha dato il meglio di sé portando gli azzurri di Vittorio Pozzo alla vittoria nel Campionato del Mondo di calcio di Francia del 1938. Segnò cinque reti in quattro partite, tra cui la doppietta in finale contro l’Ungheria. Figura al terzo posto tra i marcatori azzurri di sempre con 30 reti (dietro a Riva e Meazza). Il tutto soltanto in 34 partite in azzurro, con una media gol di 0,88 reti a partita.

Nel 1954 si è ritirato dal calcio giocato. Dopo un’esperienza come allenatore a Cagliari in B e a Piacenza, nel 1957, entrò in Federazione come talent scout e allenatore dei giovani. Ruolo che ricoprì fino al 1976 quando andò in pensione. Affetto dal morbo di Alzheimer morì il 3 ottobre 1996 pochi giorni dopo il suo ottantatreesimo compleanno.

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