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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Davide Di Gennaro

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Davide Di Gennaro centrocampista della Lazio
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Il 16 giugno 1988 nasce a Milano il centrocampista della Lazio Davide Di Gennaro. Inizia a giocare nella squadra del suo paese, Peschiera Borromeo, a cinque anni.

Nel 1995 Di Gennaro passa nelle giovanili del Milan dove è stato anche capitano della squadra Primavera. Esordisce tra i professionisti a diciotto anni. A luglio 2007 passa in prestito al Bologna in Serie B, dove riconquista la massima categoria. Nel mese di maggio 2008 passa al Genoa in comproprietà inserito nell’affare che riporta a Milano Marco Borriello.

A settembre dello stesso anno viene ceduto, a titolo temporaneo, alla Reggina in Serie A. A giugno 2009 viene riscattato dal Milan ma salta i primi mesi della stagione a causa di una frattura al piede destro. Il 29 gennaio passa in prestito al Livorno. Nel 2010 è al Padova in Serie B con la formula del prestito con diritto di riscatto della compartecipazione. A marzo 2011 subisce la rottura del tendine della gamba sinistra e chiude anticipatamente la stagione.

IL RITORNO AL MILAN

Al termine del campionato, dopo il mancato riscatto da parte del Padova, torna al Milan. A luglio 2011 passa, sempre a titolo temporaneo, al Modena in Serie B. Nel 2012 dopo essere rientrato al Milan per fine prestito viene acquistato a titolo definitivo dallo Spezia per una cifra vicina ai 500.000 euro.

A luglio 2013 passa al Palermo firmando un contratto triennale. A settembre 2014 viene ceduto in prestito al Vicenza. L’anno successivo si trasferisce a titolo definitivo al Cagliari. A causa di problemi contrattuali sorti durante la stagione la seconda parte di questa la passa da spettatore non pagante. A luglio 2017, dopo essersi svincolato dal club sardo, passa alla Lazio firmando un contratto triennale e dove vince la Supercoppa italiana.

NAZIONALE

Di Gennaro esordisce nella Nazionale Under 16 nel 2004. Nello stesso anno scende anche due volte in campo con la Under 17. Nel 2005 colleziona due presenze nella Under 18 e nel 2006 una gara nell’Under 19. Nel 2007 esordisce con la Under 20. A novembre 2008, sotto la guida del CT Casiraghi, esordisce nell’Under 21.

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Domani alle 20:45 sarà anche Lazio contro Gazzetta dello Sport

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Lazio contro Gazzetta dello sport

Domani la Lazio sfiderà il Torino nel recupero della sesta giornata di ritorno. Ma oltre a vincere per l’onore, la Lazio dovrà vincere anche per un altro motivo altrettanto importante.

Lazio contro Gazzetta dello Sport – Domani finalmente si giocherà il recupero della sesta giornata di ritorno fra Lazio e Torino. La gara da calendario doveva disputarsi il 2 marzo ma poi, a causa del covid che aveva colpito diversi giocatori granata, la partita non si disputò scatenando mille polemiche venutesi a creare in conseguenza dei precedenti che c’erano stati fra Juve-Napoli e Inter -Sassuolo, scatenando anche una campagna mediatica esagerata contro la nostra Lazio.

Lazio Torino: le diverse motivazioni

Quella di domani sarà una gara da onorare anche se per la compagine capitolina la posta in palio non è allettante. Sì vincere sarà importante sia per concludere in bellezza la stagione fra le mura amiche, sia per riscattare l’amara sconfitta patita domenica sera nel derby. La Lazio ormai ha assicurato un posto in Europa League e anche quest’anno si classificherà sopra la Roma. A dirigere il match di domani sarà l’arbitro Fabbri che avrà una grande responsabilità perché per gli ospiti la gara di domani assume quasi un’importanza vitale. Perdere significherà giocarsi l’ultima gara di campionato proprio contro la rivale diretta.

Attualmente con 35 punti – più la gara ancora da giocare contro la Lazio – la squadra di Nicola è quart’ultima in campionato con solo tre lunghezze di vantaggio dal Benevento che segue a 32 e che, ironia della sorte, affronterà domenica nell’ultima giornata. Per salvarsi al Toro basterà almeno un punto in queste due gare, mentre il Benevento ha il compito più arduo, ovvero sperare che la Lazio batta i granata e poi vincere lo scontro diretto a Torino.

2 motivi perché la Lazio deve battere il Torino

La Lazio ha dir la verità ha più motivi per vincere la gara di recupero di domani ma, oltre ai soliti, ci sono due motivi che vengono alla mente più facilmente: il primo è di carattere squisitamente familiare ed è quello che lega Pippo Inzaghi, attuale mister dei sanniti, a suo fratello Simone. L’ex bomber della nazionale spera che suo fratello possa “aiutarlo” in questa lotta per la salvezza che appare veramente molto complicata. Per la Lazio non sarà certo facile battere il Torino perché sappiamo bene che nel calcio nessuno ti regala nulla e soprattutto considerando che il Torino verrà a Roma con una grande voglia di far bene. Sarebbe troppo rischioso giocarsi la salvezza nell’ultima giornata proprio contro i diretti rivali.

Lazio contro Gazzetta dello Sport

Il secondo motivo che invece riguarda tutti i tifosi della Lazio, me compreso, è che il Dottor Urbano Cairo presidente del Torino è anche un noto editore. Fra le sue diverse proprietà che gestisce sapientemente, c’è anche un giornale a noi molto noto, non soltanto per la sua gloriosa storia giornalistica, ma anche perché di recente ha spesso oscurato e denigrato la nostra squadra, dando quotidianamente meno spazio e visibilità alla Lazio se non in piccolissimi trafiletti sulle ultime pagine del suo giornale.

Urbano Cairo presidente del Torino
Il presidente del Torino Urbano Cairo

Tutti ci ricordiamo i ripetuti titoli della Gazzetta dello Sport sulla Lazio, su Lotito e sui tifosi laziali. Purtroppo però tutti noi siamo convinti che certe scelte editoriali erano frutto non di un’onesta analisi professionale, ma di qualche attrito con il presidente Lotito. Ora per carità, ognuno fa quel che vuole, però il confine fra il lecito e l’illecito in più di una circostanza è stato, forse, superato.

Ora noi auguriamo al Torino le miglior fortune, però se domani la Lazio dovesse battere i granata e domenica il Benevento vincere all’ultimo minuto, crediamo che il 99,9 % dei tifosi della Lazio sarà contento di vedere i sanniti in Serie A e il Torino in serie B. Non ce ne voglia nessuno, ma siamo convinti che tutti potranno comprendere il nostro pensiero.

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