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LA NOSTRA STORIA Il presidente Andrea Ercoli

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Rubrica la nostra storia di Laziochannel


LA NOSTRA STORIA Il presidente Andrea Ercoli nasce a Roma il 18 giugno 1908. Ha preso parte alla vita della società per quasi 75 anni ricoprendo diversi incarichi.

Nel 1923, grazie all’amicizia del fratello Giuseppe con Augusto Parboni, Andrea Ercoli entra nei giovanissimi della Lazio come raccattapalle. Da allora sarà indissolubilmente legato alla società e ai colori sociali. Il fratello Giuseppe è invitato a far parte del consiglio direttivo.

Si distingue subito perché nel 1924 ingaggia, pagandolo personalmente, l’allenatore ungherese Desiderio Koszegi. Grazie al fratello Andrea inizia a frequentare l’ambiente laziale e ne rimane affascinato. Dopo essersi diplomato geometra nel 1933 frequenta la Scuola Allievi Ufficiali di Spoleto giocando nella locale squadra di calcio. Dopo la morte prematura del fratello, nel 1933, assume la responsabilità dell’azienda agricola di famiglia.

Il lutto lo distoglie per un po’ dalla Lazio ma una chiamata del presidente Eugenio Gualdi gli riapre le porte del consiglio societario, dove a detta del patron: “Un Ercoli, nella Lazio, non può mancare”. Nel 1935-1936 partecipa come capitano del Genio automobilisti alla guerra d’Etiopia. Rientrato in patria diventa presidente del Trastevere. Ma quasi subito rientra alla Lazio.

Appassionato pilota automobilistico il 26 giugno 1939 vince la corsa del Terminillo al volante di una Fiat 1100 e, il 3 dicembre 1939, viene eletto presidente della Lazio Calcio. Nel 1940 è richiamato sul fronte albanese per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale da cui torna un anno dopo.

Sempre nel 1940, nella seduta del 18 settembre, viene eletto Consigliere della società. Agli inizi del 1941 è di nuovo presidente della Sezione Calcio. Vince il Campionato Romano. Dopo la guerra si ricomincia con Remo Zenobi “deus ex machina” delle sorti biancazzurre. Ercoli ricopre quasi tutte le cariche, compresa quella di presidente.

Poi, con l’avvento di Umberto Lenzini le cose cambiano in meglio. Con l’arrivo di Giorgio Chinaglia e Tommaso Maestrelli la Lazio spicca il volo fino a conquistare lo scudetto nella stagione 1973/74. Ercoli è uno dei vicepresidenti e più volte si scontra con Chinaglia arrivando a minacciarlo di acquistare il cartellino e spedirlo in tribuna.

Nonostante ciò i due si stimano molto. Gli anni passano e la Lazio ritorna in Serie B. A causa dell’età pian piano Ercoli si distoglie dalla vicende societarie. Nel 1999 scrive un libro di memorie “Io e la Lazio, 75 anni insieme”. Muore a 97 anni il 9 settembre del 2005, nello stesso giorno e mese in cui scomparve anche Sante Ancherani.

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LA NOSTRA STORIA Gianni Elsner, la voce dell’etere romano

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Gianni Elsner storico conduttore radiofonico laziale


Nato a Merano il 27 settembre del 1940 Gianni Elsner arriva a Roma nel 1965. Due anni dopo inizia la sua esperienza radiofonica. Negli anni precedenti aveva fatto anche l’attore dopo aver frequentato l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. Nel 1992 è stato eletto deputato con la Lista Pannella, per poi passare al gruppo misto per divergenze sui rimborsi elettorali.

Gianni Elsner arriva alla radio quasi per caso. Raggiunge la popolarità con la trasmissione ‘Te lo faccio vedere chi sono io’. Il titolo prende il nome da una canzone di Piero Ciampi. L’idea di usarla come sigla gli viene data dal suo grande amico Luciano Re Cecconi. L’impegno, che doveva essere temporaneo, va avanti per oltre trenta anni spaziando in tutti i campi, dalla cultura al sociale. Le letture del professor Trento Morera, le poesie, le adozioni dei suoi “bambuccini” del Paraguay – che continuano ancora oggi grazie all’Associazione Gianni Elsner www.associazionegiannielsner.it/ -, la cartolina per Riccardino, le nonnine della Magliana, le sue battaglie a fianco dei meno fortunati. Ai suoi microfoni negli anni sono intervenuti campioni e stelle dello sport, esponenti della politica e delle istituzioni e, soprattutto, molta gente comune. Compagno di intere mattinate trascorse ad ascoltare i suoi racconti dal sapore di una radio antica con lui è finita l’epoca romantica dell’etere romana. Grande tifoso della Lazio, uno dei primi anchorman calcistici. Malato da tempo fino all’ultimo ha lavorato dalla sua casa-studio alla Balduina. Pochi giorni prima di lasciarci aveva compiuto 69 anni. Molti sono i giornalisti che tentano di imitarlo con scarsissimi risultati. Pochissimi quelli che spiccano per un po’ di personalità ma che risultano imprigionati nella ricerca di una propria dimensione.

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