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Keita dal cuore d’oro: l’attaccante aiuta braccianti senegalesi

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Keita balde attaccante Monaco
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Keita dal cuore d’oro – Il senegalese ex Lazio, ora al Monaco in questi giorni si è molto monitorato per aiutare nella campagna contro il razzismo e i pregiudizi

Keita dal cuore d’oro – Ha deciso di aiutare 200 braccianti senegalesi dopo che in Spagna, gli era stato detto che per loro non c’era nessun posto letto in tutti gli alberghi nonostante l’attaccante avesse detto di pagare tutte le spese. L’ex laziale però, è riuscito a ottenere 90 posti letto in diverse strutture dopo essersi sfogato sui social per la questione

LE SUE PAROLE

“Mi sono offerto volontario per aiutarli, visto che non avevano proprio nulla e dormivano sui cartoni. Non sono qui per combattere una guerra morale, sociale, di razza o colore. Ho inviato il denaro necessario affinché abbiamo un tetto sotto cui dormire, da mangiare e vestiti puliti per procurare un tetto a chi non lo ha. Siamo in un sistema sgradevole e brutto, in cui affittare una casa o altro genera problemi per il colore della pelle o per il fatto di essere di un altro Paese. Non mi arrenderòe manterrò la mia promessa costi quel che costi! Vi chiedo un po’ di pazienza e forza. Abbiamo offerto di pagare in anticipo l’alloggio per 4 mesi ma la maggior parte di ostelli, hotel e alberghi si sono rifiutati per la provenienza delle persone. E’ un chiaro caso di razzismo”.

CASO ZARATE La Lazio risponde a ‘Le Iene’

 


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Derby della classifica, la Lazio torna a concedere il bis. Dieci anni dopo

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Derby della classifica, la Lazio torna a concedere il bis. Dieci anni dopo…

La Lazio vince il derby della classifica. Lo fa per il secondo anno consecutivo, pochi giorni dopo aver perso quello sul campo. Una soddisfazione piccola, come le squadre che di solito se ne fregiano, ma che diventa grande in un contesto come quello romano, dove la rivalità tra le due realtà cittadine supera a tratti per importanza la stessa vita di tutti i giorni. In realtà, la matematica certezza era già arrivata nel turno precedente la stracittadina, complice la vittoria biancoceleste sul Parma e la contemporanea sconfitta dei giallorossi sul campo dell’Inter. Un incrocio di risultati che aveva fatto volare gli uomini di Inzaghi, sesti, a 9 lunghezze sui ‘cugini’, un gradino più sotto. Il gap, con due giornate ancora da disputare e 6 punti a disposizione, si era reso così incolmabile. Come quello collezionato nella scorsa stagione, in cui per la Lazio il ritorno in Champions dopo anni di assenza non è stato l’unico traguardo raggiunto. Al quarto posto finale, a quota 78 punti, ha fatto infatti da contraltare il quinto ottenuto dai giallorossi, a 70. 8 dunque i punti inferti dai biancocelesti ai rivali: un traguardo che potrebbe essere anche incrementato quest’anno. Al momento sono 6 infatti i punti che dividono le due squadre, ma la Lazio ha un match ball in più da sfruttare rispetto ai giallorossi, il recupero di stasera contro il Torino. Se Inzaghi & co. dovessero centrare la posta piena in questa sfida, e poi in quella successiva, l’atto finale, contro il Sassuolo, porterebbero il vantaggio a 9 punti. Uno in più rispetto a quelli collezionati 12 mesi fa.

INZAGHI COME REJA, ERIKSSON E…

Ma quello tra Lazio e Roma è uno scontro la cui origine risale alla notte dei tempi. Precisamente, alla stagione 1929-30, prima volta in cui il campionato italiano di calcio si disputò in un unico girone. In quell’occasione ad arrivare davanti furono i giallorossi, sesti, mentre i biancocelesti dovettero accontentarsi di una misera 15esima piazza. Da allora, nelle 76 annate (su 88 complessive) disputate insieme, la seconda squadra della Capitale ha collezionato numerose lunghe serie di migliori piazzamenti. Decretando, alla fine dei conti, un sostanziale doppiaggio nei confronti dei ‘cugini’: 49 infatti le occasioni in cui i giallorossi sono arrivati prima contro le 27 dei biancocelesti. Ai quali tuttavia, in questo eterno derby, le soddisfazioni non sono certo mancate. Ad esempio, l’accoppiata di quest’anno, non certo una novità: l’ultima volta infatti la Lazio l’aveva centrata dieci anni orsono, a cavallo tra il 2010 e il 2012. In quell’occasione la squadra guidata da Reja mise in fila rispettivamente un quinto e un quarto posto, lasciando ai giallorossi il sesto e il settimo. In precedenza, l’impresa era riuscita a Eriksson (nel 1998-99 e nell’anno dell’ultimo scudetto 1999-00), a Maestrelli (nel 1972-73 e nel 1973-74) e a Jesse Carver (nel 1955-56 e nel 1956-57).

SERIE DA PRIMATO

Inarrivabili e nella storia restano comunque due strisce: la prima, di ben 5 migliori piazzamenti, risale alla piena era Cragnotti. Iniziata nel 1992-93, con Zoff al timone, si concluse nel 1996-97, con Zeman (subentrato al friulano dal 1994-95). Erano anni in cui la Lazio veleggiava costantemente nelle parti alte (e altissime) della classifica. E affrontava una Roma che a volte le teneva testa, mentre in altre non andava oltre piazzamenti di centro classifica. Ma il record per le file biancocelesti è costituito dalla seconda striscia: ben 6 i migliori piazzamenti consecutivi, ottenuti tra 1946-47 e 1951-52. Era l’immediato dopoguerra e in panchina si succedettero diversi allenatori, dall’austriaco Cargnelli a Bigogno. In realtà, contando solo la Serie A, questo ciclo dovrebbe fermarsi a 5 primati. Ma noi contiamo anche l’ultimo, in cui, mentre la Lazio terminava il massimo campionato al quarto posto, la Roma vinceva sì, ma tra i cadetti.

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