LA NOSTRA STORIA Sergio Cragnotti costretto alle dimissioni
3 gennaio 2003: Il presidente della Lazio Sergio Cragnotti costretto alle dimissioni.
Dopo aver acquistato la Lazio da Gianmarco Calleri nel febbraio 1992, dopo quasi undici anni di presidenza, il presidente Sergio Cragnotti è costretto alle dimissioni. In piena crisi finanziaria del Gruppo Cirio e della stessa società biancoceleste. Ma, allo stesso tempo, in un momento tanto ricco di successi sportivi si chiude di fatto un'epoca. Di sicuro la più esaltante della lunga storia della Sezione Calcistica. La notizia dell'addio, giunta al termine della riunione del consiglio di amministrazione della società, era attesa da tempo. Ma non per questo venne accolta con meno dolore dai tanti sostenitori della Lazio. Addirittura c'è chi sostiene che ci furono alcune telefonate anonime che parlavano di un suicidio imminente.
Sotto il palazzo della Cirio, in brevissimo tempo, le sirene della Polizia spezzarono il silenzio di una fredda notte romana. Non solo. Anche i Vigili del Fuoco e una autoambulanza, ma per fortuna sono solo risultate segnalazioni senza conseguenze. Nella sede Cirio, infatti, era in corso la riunione fiume per prendere le decisioni riguardanti la crisi finanziaria del gruppo e quelle altrettanto drammatiche per segnare il destino della Lazio. La squadra italiana più forte di quel periodo. Alla fine della riunione però l'accordo si trovò solamente per il salvataggio della società biancoceleste. Per la Cirio tutto rimandato all'8 gennaio. Il giorno in cui anche i Cda di Cirio Finanziaria, Cirio Holding e Cirio Del Monte - sospesi proprio per dare spazio alla discussione sulla società calcistica - si erano dati appuntamento. Nell'accordo sulla Lazio previste, oltre quelle di Sergio Cragnotti, anche le dimissioni di tutto il Cda compresi i figli Massimo ed Elisabetta. Alle banche, alle quali spetterà l'ultima parola sul via libera definitivo, la scelta dei successori dei Cragnotti alla guida della Lazio.NON TUTTO FILA LISCIO
Il rapporto tra il finanziere romano e i tifosi non sempre d'amore e d'accordo. Ad esempio nessuno gli perdonò la cessione del gioiello di casa Alessandro Nesta, o la tentata vendita di Beppe Signori al Parma per poi, a causa del ribollire della piazza ripensarci per la "giusta" rivolta dei tifosi biancocelesti. Comunque sia chi subentrerà non si troverà certo in una situazione negativa dal punto di vista sportivo. La squadra guidata da Roberto Mancini è seconda in campionato con 32 punti in 15 partite, ha il miglior attacco del campionato con ben 31 reti e un gioco brillante.
Non sarà facile eguagliare i meriti sportivi raggiunti da Cragnotti in 10 anni di presidenza. Riportare lo scudetto sull'altra sponda del Tevere dopo 26 anni è stato un miracolo sportivo. Scoprire talenti come Signori, Winter, l'istrionico Gascoigne, astro del calcio anglosassone, aver acquistato a grandi cifre giocatori del calibro di Crespo, Bobo Vieri, Veron. Una svolta epocale per la piazza romana e per le squadre del Nord che vennero spiazzate da così tanta grazia.