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FOCUS Nasce la Superlega. Quale futuro per la Lazio?

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I ribelli sfidano il panorama europeo con la Superlega. E’ guerra aperta con la FIFA e l’UEFA

Nella notte del 18 Aprile una notizia ha scosso l’intero mondo del pallone: l’attuale presidente del Real Madrid Florentino Pèrez e Andrea Agnelli presidente della Juventus hanno annunciato la nascita della nuova competizione europea per club, l’anti Champions, la Superlega

COME FUNZIONA E PERCHE’ NON HA NULLA A CHE VEDERE CON LA NBA

Quindici club fondatori fissi più cinque che ogni anno saliranno per meriti sportivi si sfideranno dalla stagione 2022. Tre club sono ancora da scegliere dopo che Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Psg hanno declinato l’invito. I 12 già decisi sono : Juventus, Inter, Milan per l’Italia, le tre spagnole Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid e le sei inglesi Manchester United, Manchester City, Chelsea, Arsenal, Tottehnam Hotspur e Liverpool.

Tra le cinque squadre che ogni anno saliranno potrà esserci anche la Lazio. Secondo il regolamento della Superlega ogni anno 5 squadre dei top 5 campionati in base ai risultati nella loro lega nazionale potranno essere invitate al torneo. Nel caos generale è stato fatto molto spesso il paragone con la lega di basket americana, la Nba. Addirittura in molti si sono affrettati a definirla Superlega sul modello Nba, però sbagliando. La prima differenza abissale è che la Nba è a livello nazionale (comprende franchigie degli Usa più il Canada), mentre la Superlega è a livello continentale, il continente Europeo appunto. Se l’unica somiglianza tra i due format è il modello senza retrocessioni, troviamo altre differenze non da poco, tra cui il Draft un sistema di scelta di giovani talenti provenienti quasi esclusivamente dai college. La Nba posa molte delle sue basi proprio dai settori giovanili cosa che il calcio europeo in molti casi non fa, come ad esempio il campionato italiano che è il paradiso dei calciatori over 30. Altro aspetto davvero importante è il tetto salariale che è il caposaldo del basket americano. Si tratta di un sistema per regolamentare l’ammontare complessivo di denaro che ogni franchigia può utilizzare per gli stipendi dei propri giocatori, un modo creato ad hoc dalla Nba per non creare squilibri tecnici ed economici e rendere quindi più equilibrato il campionato. Grazie a esso molte squadre sono passate da lottare per il titolo a finire in neanche zona playoff, ad esempio i Chicago Bulls o l’esatto contrario come i Los Angeles Clippers e i Brooklyn Nets che, nell’ombra dei cugini più famosi Lakers e Knicks, adesso possono dire la loro. Nella Superlega non è stato fatto nessun riferimento ad un tetto salariale, quindi nella competizione finanziata dalla banca JP Morgan i club potranno decidere autonomamente quanto spendere per gli ingaggi dei propri calciatori, arrivando magari a superare le cifre già astronomiche che prendono Messi e Ronaldo nei loro rispettivi club.

RIPERCUSSIONI E PROTESTE ANCHE DAL MONDO LAZIO

Se le idee sul format non sono chiare, sono invece chiarissime le posizioni prese dal mondo esterno. Molti tifosi hanno definito la Superlega come la morte del calcio. Ad esporsi anche personaggi del mondo politico italiano come Enrico Letta Segretario del PD che ha sottolineato “come il calcio sia fatto di favole come quella del Ajax o L’Atalanta” oppure il Leader della Lega Matteo Salvini che ha ricordato la gloria del suo vecchio Milan nelle competizioni Uefa, passando poi per l’ex Presidente del Consiglio Conte al neo Draghi che hanno definito ciò “un danno ai sacri valori dello sport”. Non sono mancate le risposte neanche dal mondo Lazio dove il centrocampista spagnolo Luis Alberto e il portiere Pepe Reina sui social hanno dimostrato dissenso alla competizione, il primo con un storia su Instagram, il secondo con un tweet.

La Superlega quindi non è ancora iniziata, ma è già la competizione più discussa di sempre.

Articolo di Emanuel Susanna

ANCHE ZOFF CONTRARIO ALLA SUPERLEGA


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Sarri l’uomo dei derby : Solamente 3 sconfitte nelle stracittadine

Sarri l’uomo dei derby, su 17 giocati, solamente 3 sconfitte, la statistica

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Sarri l’uomo dei derby, su 17 giocati, solamente 3 sconfitte, la statistica

Sarri l’uomo dei derby, tra Premier e Serie A, 17 derby giocati e solo 3 sconfitte, la statistica che sorride alla Lazio. Maurizio Sarri si appresta a giocare sulla panchina biancoceleste il suo primo Derby della Capitale. Nella sua esperienza londinese, su 14 derby giocati contro le numerose squadre di Londra, in quel anno militavano nella massima serie : Totthenam, Arsenal, West Ham, Fulham e Crystal Palace ha ottenuto un bilancio più che ottimo vincendone 9, pareggiandone 2 e stesso numero per le sconfitte. Tornando nello stivale senza calcolare le leghe minori, in Serie A sulle panchine di Juventus ed Empoli ha ottenuto su 4 scontri 2 vittorie nel Derby nella Mole ed un pareggio ed una sconfitta nel Derby Toscano contro la Fiorentina.

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SARRI SUL DERBY : NON SONO TESO

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FOCUS Date tempo a Sarri, anche con il Napoli partì “lento”

Inizio non dei migliori per la Lazio di Sarri, ma anche con il Napoli non iniziò bene

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Inizio non dei migliori per la Lazio di Sarri, ma anche con il Napoli non iniziò bene

Altra sconfitta per la Lazio di Sarri, dopo il Milan in campionato, arriva di misura anche con il Galatasaray in Europa League. Ma non bisogna creare allarmismi, il tecnico toscano anche alla sua prima stagione a Napoli non ingranò subito e la sua partenza fu “lenta.

9 PUNTI IN 6 GIORNATE

Nella prima stagione al Napoli, dopo 6 giornate era fermo a 9 punti, raccogliendo a malapena metà bottino disponibile. La Lazio ha raccolto quasi gli stessi punti dopo appena 3 giornate di Campionato (6).

LE AVVERSARIE ?

Si ma avrà affrontato solo big rispetto a noi“. No non è esattamente così.

  • Sassuolo – Napoli 2-1 (1^ Giornata)
  • Napoli – Sampdoria 2-2 (2^ Giornata)
  • Empoli – Napoli 2-2 (3^ Giornata)
  • Napoli – Lazio 5-0 (4^ Giornata)
  • Carpi – Napoli 0-0 (5^ Giornata)
  • Napoli – Juventus 2-1 (6^ Giornata)

Questo a dimostrazione che anche quel Napoli ricco di stelle da Higuain ad Hamsik passando per Mertens e Callejon dovette ingranare con i nuovi schemi del mister. Quindi abbassiamo le critiche e piena fiducia a Sarri.

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SARRI SULLA SQUALIFICA !

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Il caso Immobile, la scarpa d’oro criticata da tutti

Il caso Immobile, il bomber della Lazio messo alle strette tra chi lo critica e chi lo sostiene

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Il caso Immobile, il bomber della Lazio messo alle strette tra chi lo critica e chi lo sostiene

Il caso Immobile, che l’Italia vinca, perda o pareggia l’ultima parola del tifoso italiano medio va sempre al bomber della Lazio.

IMMOBILE : LA SCARPA D’ORO DEI RIGORI

In un paese dove Lewandoski segna e i polacchi gioiscono, la scarpa d’oro italiana è criticata da tutti. “Segna solo su rigore“, gli stessi rigori che a livello di Nazionale ci hanno regalato un Mondiale ed un Europeo, ma se li segna Immobile sono una formalità. Quello dei rigori è solo il minimo degli “insulti” che subisce il numero 17. La morsa dei social è una grande piaga per il calcio moderno, non solo Immobile anche lo stesso Bernardeschi ha subito accuse da tutta Italia per delle sue dichiarazioni pre-Europeo. Alle volte bisognerebbe ricordarsi che prima di essere calciatori sono uomini con dei sentimenti e gli insulti feriscono l’animo.

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IL MONDO DEL CALCIO

Se la critica del tifoso può essere all’ordine del giorno, non dovrebbe accadere da parte della stampa. Un organo competente che tira le colpe di ogni disfatta al solito Immobile. Fanno scalpore le parole di Varriale : “Dobbiamo lavorare per sostituire Immobile” o di Sconcerti : “Generoso, ma non adatto alla Nazionale“. Se poi le parole arrivano anche da ex colleghi, vedi Cassano, allora qualcosa nel mondo moderno del calcio non va.

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I NUMERI CON LA LAZIO E LA NAZIONALE

All’attivo Immobile è comunque il miglior marcatore della Nazionale di Mancini, questo a dimostrazione che gli eventuali sostituti non sono all’altezza. Con la Lazio, Immobile è un re. Triplette, doppiette, assist, numeri da vero bomber quale è. La discrepanza sta nel tipo di gioco e negli interpreti, in Nazionale non ci sono i Luis Alberto e Milinkovic di turno che fanno salire la squadra e servono Immobile sugli inserimenti. Nel gioco di Mancini tutte le punte hanno fatto difficoltà a segnare, facendo un gioco molto dispendioso, fatto di sponde e lanci agli esterni, ma al tifoso e alla stampa (non estera) questo pare sia sfuggito.

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CAICEDO NON DIMENTICA LA LAZIO

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