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Una discussione Tare Inzaghi alla base dell’addio del tecnico

Una discussione Tare Inzaghi avrebbe generato le ultime ore bollenti in casa Lazio.

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Tare e Inzaghi

Sarebbe stata una discussione Tare Inzaghi la causa dell’approdo del piacentino all’Inter.

La fatale discussione Tare Inzaghi. Se la vicenda fosse una telenovela, probabilmente questo sarebbe il titolo di una delle puntate. A quasi una settimana da che si è consumato, l’addio del tecnico alla Lazio, continua a far discutere. In questi giorni si è molto discusso sul perchè questo matrimonio, dopo oltre 20 anni insieme tra campo e panchina, sia così improvvisamente finito. Molte le voci che si sono rincorse in merito, da un mancato accordo sull’ingaggio al no di Lotito ad alcune precise richieste dell’allenatore (vedi maggiore voce in capitolo sul mercato). Ebbene, nelle ultime ore sarebbero emersi dei nuovi particolari. Secondo indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, la goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata una diversità di vedute con il ds.

VAVRO…FATTO LITIGA’

Le divergenze, riferiscono le fonti, sarebbero culminate in un’accesa discussione nel corso di uno degli ultimi incontri per il rinnovo. Motivo del contendere la posizione di Vavro, difensore slovacco fresco di rientro dal prestito all’Huesca. Tare avrebbe ‘imposto’ a Inzaghi di schierarlo titolare al centro della difesa e contemporaneamente di spostare Acerbi sull’out sinistro. Una ‘richiesta’ che il tecnico avrebbe accolto tutt’altro che di buon grado. Anzi, proprio il mancato gradimento per questa ‘intromissione’ lo avrebbe spinto a prendere in seria considerazione l’idea di migrare altrove. Cosa che poi, non appena si è manifestata la corte dell’Inter, ha effettivamente fatto.

CALCIOMERCATO LAZIO Vavro al Genoa

I motivi di questo diniego sono facilmente comprensibili (a parte forse per il ds). Vavro è un lungagnone, dal fisico massiccio: un giocatore quindi molto abile in fase di corpo a corpo e nel gioco aereo, ma che però pecca decisamente in rapidità. Caratteristiche che lo rendono più congeniale ad una difesa a 4 che non a quella a 3 tra i dettami di Inzaghi. O meglio, lo sarebbe anche in quella, ma a patto di essere affiancato da un compagno in grado di sopperirne le mancanze. Sotto questo aspetto, Acerbi avrebbe costituito il profilo ideale.

Se non fosse per un piccolo dettaglio: l’ex Sassuolo – lo abbiamo visto molte volte nel corso di questa stagione – quando schierato terzino, sfrutta le sue doti nel palleggio per spingersi in avanti fino alla zona offensiva. Ma gli anni passano anche per lui, le forze sono quelle e spesso non riesce a rientrare in tempo per coprire anche la fase difensiva. O se ci riesce, manca della lucidità necessaria per aiutare a togliere le castagne dal fuoco. Risultato, il povero Vavro rimane spesso e volentieri da solo in balia delle folate avversarie. E se si trova davanti dei folletti rapidi e sguscianti, sono dolori.

Ciò detto, capiamo anche che Tare debba spendersi per ‘sponsorizzare’ un minutaggio il più alto possibile per lo slovacco: d’altronde, lo ha pagato 12 milioni ed è anche naturale che sia così. Ma ci chiediamo se ne sia valsa la pena con Inzaghi. Vogliamo dire, un tecnico che in questi anni si è conquistato un posto di primo piano nella storia della Lazio (e chissà fin dove sarebbe potuto arrivare se fosse rimasto), lasciato andar via così, sostanzialmente per un capriccio. Noi crediamo che il gioco non sia valso la candela. Ma sotto questo profilo, il giudice inappellabile sarà solo uno: il campo. Solo i risultati che Inzaghi otterrà sulla panchina dell’Inter diranno infatti se questo ‘scambio’ con Vavro sarà stato un affare oppure no.

INTANTO LA NORD CONTESTA LOTITO


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Lazio Fiorentina probabili formazioni, torna Luis Alberto ?

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Lazio Fiorentina probabili formazioni. Alla vigilia del match infrasettimanale contro i toscani per Sarri è tempo di pensare alla formazione. Il modulo sarà sempre lo stesso, il 4-3-3, ma attenzione ai cambi. Tra i pali Reina, in difesa torna la coppia titolare Acerbi, Luiz Felipe mentre sulle fasce sicuro di un posto Hysaj, meno Marusic che dovrebbe essere sostituito da Lazzari. Centrocampo rivoluzionato, accanto a Milinkovic Savic ecco Cataldi pronto a sostiture Leiva e ballottaggio Luis Alberto, Basic. Il tridente offensivo dovrebbe rimanere invariato, con Immobile punta e Anderson e Pedro a sostenerlo, lo spagnolo potrebbe rifiatare lasciando il posto a Raul Moro.LAZIO

ROMAGNOLI LAZIO, TARE BEFFATO

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Chi è Romano Floriani Mussolini, il giovane dal cognome difficile convocato per Verona Lazio

Romano Floriani Mussolini, chi è il giovane convocato per Verona Lazio

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Romano Floriani Mussolini, chi è il giovane convocato per Verona Lazio

Romano Floriani Mussolini, il giovane talento della Lazio dal cognome difficile. Nasce a Roma il 27 Gennaio 2003 e passa dalle giovanili della Roma a quelle della Lazio, nel mezzo una esperienza in prestito alla Vigor Perconti. Floriani è un giocatore molto duttile e nella primavera del club ha ricoperto 3 ruoli : terzino destro, difensore centrale e centrocampista destro. Alto 1 metro e 88 cm è legato alla Lazio fino al 2024. Porta dietro le spalle un cognome difficile, ma che non lo lega alla storia passata. Figlio dell’ex parlamentare europea Alessandra Mussolini e Mauro Floriani è pronto al debutto con i grandi.

floriani mussolini

MALAGO’ CONTRO BERNABE’

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Bernabè si difende dalle accuse, la lettera del falconiere

Bernabè si difende dalle accuse, l’ex falconiere della Lazio scrive una lettera

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Bernabè si difende dalle accuse, l’ex falconiere della Lazio scrive una lettera

Bernabè si difende dalle accuse. L’ormai ex falconiere della Lazio dopo esser stato licenziato per un saluto romano dopo Lazio Inter ha scritto una lettera poi pubblicata dal portale Adnkronos : “Sono dispiaciuto per quello che è successo, in Spagna il gesto fascista si fa con il braccio teso in una linea retta. In Italia a quanto pare è anche così, dandosi una pacca sul petto. Io sono una persona assolutamente di destra, del partito Vox in Spagna come pure tanti amici calciatori, ma non di idea fascista, non è proprio nella mia mentalità. Sono un uomo che ha girato il mondo, che fa business in tutto il mondo e che ha rapporti con persone di tutte le razze. È stato un gesto dettato dall’impulso festeggiando il finale di una partita. Un saluto militare, mai fascista. Tuttavia va bene, queste cose fanno parte della vita, ci sono momenti brutti e belli. E questo per me è un momento brutto“.

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