Scritta Paparelli al Verano, l’appello del figlio Gabriele alla Roma e alle autorità

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Gabriele Paparelli, figlio del compianto tifoso biancoceleste Vincenzo Paparelli, è indignato e sconvolto per le nuove scritte vandaliche trovate sui muri in cui viene insultato suo padre. In un’intervista con Tag24, Gabriele ha condiviso il suo dolore e il suo disappunto per questi atti di vandalismo.

Gabriele ha affermato di essere svegliato questa mattina con il solito dolore nel cuore, che prova ogni anno in questa ricorrenza. Nonostante il dolore, Gabriele ha apprezzato l’affetto e le iniziative delle persone care che gli hanno dimostrato che il ricordo di suo padre è ancora vivo. Tuttavia, le scritte offensive sul muro del Verano hanno rovinato la sua giornata, ancora una volta.

Il figlio di Paparelli ha esortato a prendere provvedimenti seri contro chi compie questi atti vandalici, chiedendo alla società Roma e alle autorità di fare il loro dovere per debellare questa attività. Gabriele si è chiesto perché chi espone una scritta offensiva allo stadio viene punito con il Daspo, mentre fuori dallo stadio non si applica lo stesso principio. Ha sottolineato che coloro che commettono tali gesti devono essere puniti perché diffondono solo cattiveria nei confronti di un uomo che amava la Lazio e dedicava il suo tempo allo stadio per sostenerla.

Gabriele ha espresso incredulità nel considerare che, dopo 44 anni, questi insulti continuino a verificarsi. Si chiede cosa vedano queste persone quando si guardano allo specchio. Ha sottolineato che non può accettare gli insulti che riceve, soprattutto dopo tutto l’affetto che gli viene dimostrato. Sta già facendo il possibile per far rimuovere le scritte offensive.

In conclusione, Gabriele Paparelli è indignato e addolorato per le nuove scritte offensive trovate sui muri che riguardano suo padre. Chiede provvedimenti seri contro queste azioni di vandalismo e si impegna a far rimuovere le scritte offensive.