Sassuolo Lazio, le incoerenze arbitrali continuano: quello su Provedel era rigore netto

Ultime News

La Lazio appartiene a chi la difende

Nell'aria si respira una tensione palpabile. La partita Lazio-Sassuolo...

La Lazio vince, ma il vuoto dei tifosi fa male: quanto conta il loro calore?

Vittoria importante per la Lazio contro il Sassuolo, ma...

Lazio Parma, il comunicato ufficiale biancoceleste sorprende: il motivo

La Lazio di Maurizio Sarri si prepara ad affrontare...
PUBBLICITA

Il contatto su Ivan Provedel nei minuti conclusivi di Sassuolo – Lazio apre l’ennesimo capitolo sulle interpretazioni arbitrali e sul ruolo del VAR. Secondo Luca Marelli, ex arbitro e commentatore DAZN, in teoria l’intervento avrebbe dovuto portare al calcio di rigore, ma la sala VAR ha valutato l’entità del contatto come troppo lieve per giustificare la massima punizione. E qui nasce il paradosso.

Due pesi, due misure. Come sempre…

Solo ventiquattr’ore prima, durante Fiorentina-Napoli, il gol del 3-1 firmato da Luca Ranieri era stato al centro di una polemica simile: nell’azione, infatti, Anguissa era stato spinto, impedito così a intervenire sul pallone, lasciando campo libero al giocatore viola.

Rete convalidata perché, sempre secondo Marelli, la spinta non era avvenuta a due mani, altrimenti il gol sarebbe stato annullato. Ma su Provedel la spinta a due mani c’è stata, chiara, eppure niente rigore.

Marelli ha spiegato che la decisione del VAR è dipesa dalla “lieve entità” del contatto, ma allora la domanda sorge spontanea: non si era sempre detto che il VAR dovesse intervenire sull’oggettività e non sulla discrezionalità del contatto?

Se la regola è che una spinta a due mani comporta fallo, il VAR avrebbe dovuto richiamare l’arbitro e concedere il rigore senza se e senza ma. Continuare a spostare l’ago della bilancia tra “entità” e “oggettività” genera solo confusione e alimenta sospetti: perché ciò che vale in un campo non vale in un altro?

RIPRODUZIONE RISERVATA