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Olimpico ironico: “Rigore, rigore”, così i tifosi della Lazio contestano l’arbitro

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Un coro assordante, più per il significato ironico che per il volume. Durante il match tra Lazio e Como, al momento del consulto al VAR per un possibile penalty in favore dei lariani, successivamente dato e sbagliato da Nico Paz, dalla Curva Nord si è alzato un coro emblematico “rigore, rigore”, rivolto al fischietto Michael Fabbri e accompagnato da fischi di disapprovazione e applausi sarcastici.

Lazio Como, un coro che fa riflettere

Il gesto non nasce dal nulla. I tifosi laziali hanno voluto sottolineare, in modo beffardo, una situazione che sta alimentando malumori in tutte le gare del nostro campionato: la sensazione diffusa di decisioni arbitrali frutto della soggettività. L’episodio del calcio di rigore in favore del Como è stato visto come l’ultimo tassello di tante decisioni discutibili contro la squadra di Maurizio Sarri.

Il tiro dagli undici metri, assegnato al minuto 35 del primo tempo per un contatto in area tra Taylor e Caqueret, ha scatenato la reazione immediata dello stadio. Più che una protesta rabbiosa, quella dello Stadio Olimpico di Roma è sembrata una contestazione amara, affidata all’ironia.

Non è la prima volta che i tifosi della Lazio manifestano il proprio disappunto nei confronti della direzione arbitrale. Già nelle ultime gare casalinghe, alcune decisioni contestate avevano acceso il dibattito sugli standard di giudizio e sull’uso del Var.

L’episodio di ieri sera si inserisce dunque in un clima già teso, con la tifoseria che chiede maggiore uniformità di valutazione e rispetto. Il coro “rigore, rigore” è diventato il simbolo di una frustrazione che va oltre il singolo episodio.

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