Il silenzio assordante dei tifosi laziali: Zazzaroni ci sveglia su contestazione e sogni per il Flaminio #Lazio #Biancocelesti #Roma
Come un vero tifoso biancoceleste, mi sento ancora quel vuoto allo stomaco quando penso alle nostre curve deserte, quel rumore assordante dell’assenza che echeggia più forte di qualsiasi coro di vittoria. Ivan Zazzaroni, con la sua voce autorevole dal Corriere dello Sport, ha rotto il silenzio durante un intervento a Radiosei, dipingendo un quadro vivido della Lazio che stiamo vivendo: una squadra in bilico tra la rabbia dei tifosi, i sogni per un nuovo stadio e il destino del nostro allenatore. È come se fossimo tutti lì, sugli spalti immaginari, a chiederci cosa stia succedendo davvero.
Immaginate la scena: io, te, tutti noi laziali, che da anni sogniamo un Flaminio rigenerato, un tempio biancoceleste dove l’entusiasmo possa finalmente esplodere. Zazzaroni non ci gira intorno, catturando l’essenza di questo momento delicato con parole che pesano come un tackle al momento giusto. Dice che “L’assenza dei tifosi della Lazio fa un rumore terribile. Non penso che Sarri voglia andarsene e sul Flaminio…” – e qui, amici miei, sento una miscela di speranza e frustrazione. Da tifoso, non posso fare a meno di riflettere su come quella assenza non sia solo un fatto, ma un urlo di protesta che ci sta spingendo a cambiar pagina.
Nel marasma della contestazione, dove ogni partita sembra un campo di battaglia emotiva, Zazzaroni ci ricorda che il progetto per il Flaminio non è solo mattoni e cemento, ma un simbolo di rinascita per noi tutti. Come se, finalmente, potessimo tornare a sentirci a casa, con quel calore che manca da troppo tempo. Critico sì, perché le cose non vanno lisce, ma anche ottimista: se Sarri resta, magari con il nostro sostegno, potremmo trasformare questo rumore in un coro di vittoria. È la lettura calcistica che ci serve, una che va oltre i risultati, toccando le nostre passioni più profonde.
Riflettendo su tutto questo, da un tifoso della Lazio a un altro, mi chiedo: quanto ancora potremo sopportare questo silenzio prima che si trasformi in un boato? Il futuro è lì, appeso a un filo, ma con un po’ di quella grinta biancoceleste che ci contraddistingue, chissà che non si illumini di nuovo. Forza Lazio, sempre.
