Sicurezza in aeroporto: basta indisciplinati o è solo un alibi?
Fiumicino e Ciampino si preparano a lottare contro i passeggeri indisciplinati come se fosse una guerra. Ma quanto è davvero strumentale questa nuova "stretta"? Il Protocollo d’intesa siglato per garantire un’esperienza aeroportuale sicura sembra più un tentativo di ristabilire l'ordine che una vera e propria cultura del rispetto. Ma siamo sicuri che il problema sia solo nei comportamenti dei viaggiatori?
La sicurezza negli aeroporti deve essere una priorità, certo. Tuttavia, potrebbe essere il sintomo di una questione ben più profonda: un sistema che, a lungo, ha trascurato la formazione e il supporto agli operatori del settore. La verità è che stiamo assistendo a misure che sembrano rispondere più a esigenze di facciata che a reali necessità di protezione. Non sarebbe ora di guardare anche ai creatori del caos aeroportuale? Dai naviganti ai check-in, quanti di loro sono mai stati ascoltati in merito ai loro reali disagi quotidiani?
Come affermato da Ivan Bassato, Chief Aviation Officer di Aeroporti di Roma, “dobbiamo promuovere una cultura del rispetto”. Giusto, menomale! Ma dove si trovano le azioni concrete per sostenere il rispetto reciproco, non solo verso chi vola, ma anche verso chi lavora incessantemente per garantire il nostro confort? Le istituzioni sembrano dimenticare che la frustrazione può provenire anche da condizioni di lavoro inaccettabili che non ricevono attenzione.
Le nuove misure e le loro implicazioni
Queste misure, mentre cercano di combattere i comportamenti impropri, rischiano di rappresentare un avvertimento per tutti noi: se non ci comportiamo come si deve, potremmo perderci la libertà di viaggiare in tranquillità. Peccato che dietro a questo avviso, ci sia un'ulteriore drammatizzazione di comportamenti che probabilmente affondano le loro radici nella mancanza di rispetto che circola anche nei corridoi delle istituzioni. Anziché semplicemente punire, perché non investire in prevenzione e sensibilizzazione?
Vorremmo che il dialogo portasse a un’azione diversa, più profonda e meno superficiale. In un periodo in cui ci si aspetta una ripresa economica, ci si aspetta anche un’adeguata valorizzazione delle risorse umane che operano negli scali. Le misure di sicurezza non devono diventare un metodo per giustificare l’abbandono delle problematiche più pregresse. In un contesto in cui cresce il turismo e la cultura, ci si aspetta che anche la qualità del servizio all’aeroporto segua lo stesso trend. Ma se la base è il rispetto, allora bisogna iniziare dal basso e non solamente etichettare i colpevoli.