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Pasqualin critica Malagò e il caso Maldini-Leonardo: Baggio e la FIGC, un precedente che fa riflettere

La gestione dell’Italia calcio è un teatrino che continua a far discutere, e stavolta a mettere il dito nella piaga ci pensa Claudio Pasqualin, voce esperta e fuori dal coro, che in un’intervista esclusiva ha lanciato critiche pesanti sulla gestione della FIGC e sulle nomine che hanno infiammato l’ambiente nelle ultime settimane. Una storia fatta di scelte sbagliate, malintesi e un gioco di potere che rischia di paralizzare il movimento azzurro proprio quando serve chiarezza.

Pasqualin non le manda a dire: «Affidare un ruolo così importante a Paolo Maldini senza comprendere che avrebbe un peso nelle scelte tecniche è stato un errore di partenza. Era palese, fin dall’inizio, che avrebbe puntato su Andrea Pirlo, ma nessuno ha gestito la situazione con il dovuto rigore, finendo per una rottura prevedibile». Insomma, un deja vu per chi ha seguito le folle scene di un mercato e un management che sembrano spesso divorati dall’amicizia più che dalla competenza.

Non è solo una critica di forma, ma di sostanza. Pasqualin parla di un clima confuso, quasi da “amichettismo”, che ha segnato questa ultima fase di rivoluzioni in seno alla Nazionale. E se il curriculum di Pirlo come tecnico fa storcere il naso a molti, il problema più grande resta la mancanza di una linea chiara, di una strategia condivisa e convincente, soprattutto in un momento delicatissimo per il calcio italiano.

A fare da contrappeso arriva la scelta di Claudio Ranieri come direttore tecnico al fianco di Roberto Mancini. Qui Pasqualin si smorza un po’, definendo Ranieri «una delle persone più equilibrate e stimabili del calcio italiano, capace di competenza e serietà» e sottolineando come la sua forza resti sul campo, nel ruolo di allenatore. Un po’ come dire: finalmente un nome che può portare equilibrio in mezzo a tanto caos.

Tra le domande che agitano l’ambiente azzurro, c’è anche quella di una figura ponte tra la Nazionale maggiore e le rappresentative giovanili, un ruolo chiave per il rilancio del settore giovanile. Circola il nome di Gianfranco Zola, ma Pasqualin spegne sul nascere l’idea di un ritorno di Roberto Baggio, giudicandola un’esperienza già provata e fallita, con un Baggio rimasto deluso e amareggiato dal passato.

Per i tifosi della Lazio, abituati a vivere il calcio con passione e attesa, questa intervista apre più di qualche riflessione. Il parallelismo tra le difficoltà di gestione della Nazionale e quelle vissute quotidianamente a Formello non è lontano. Lo stesso senso di confusione, di scelte poco chiare e di continui ribaltoni, fa eco nel cuore biancoceleste, che guarda a Gattuso con speranza ma anche con quel pizzico di preoccupazione legata a una società che spesso pare navigare a vista.

La domanda a questo punto è inevitabile: se persino nella gestione più importante come quella della Nazionale si vedono passi falsi così evidenti, cosa si può davvero aspettare la Lazio in prospettiva? L’impressione, ormai, è che il calcio italiano stia vivendo una crisi di leadership e progetto. E mentre la piazza biancoceleste si scalpita, pretende risposte, segnali chiari e soprattutto un cambio di rotta che non lasci spazio a più scenari confusi o a nomine dall’esito scontato.

“A Formello ora servono risposte”, è il grido che si leva tra i tifosi laziali, e forse anche oltre. Perché quando le grandi scelte si rivelano confuse, il rischio è che a pagarne il prezzo sia sempre chi ama davvero questo sport: i tifosi.

La domanda, adesso, resta sul tavolo. E i tifosi, questa volta, non sembrano disposti a far finta di nulla.

Biografia autore

Vittorio Chirico

Collaboratore di vecchia data di Laziochannel , esperto in vari settori. Scrivo per passione , Datemi una penna e vi racconterò il mondo

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