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Gioco delle tre campanelle e stadi: la Lazio e i tifosi devono tenere gli occhi aperti

Due uomini e una donna denunciati per il cosiddetto 'gioco delle tre campanelle' nel Lazio sono il campanello d’allarme che ogni tifoso della Lazio dovrebbe ascoltare prima di andare allo stadio.

Di Bruno De Leonardi22 Agosto 2026 - 16:052 minuti fa 2 min di lettura
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Gioco delle tre campanelle e stadi: la Lazio e i tifosi devono tenere gli occhi aperti

La notizia dei tre denunciati per il ‘gioco delle tre campanelle’ è un campanello d’allarme: a Roma, vicino all’Olimpico, non sono solo i rivali a cercare di rovinarci la giornata.

Non voglio fare il saputello, ma chi frequenta Formello o arriva allo Stadio Olimpico sa che le giornate di partita significano folla, entusiasmo e purtroppo anche occasioni per chi vive di sotterfugi. Due uomini e una donna denunciati per quella truffa sono un promemoria concreto: giochi di strada che puntano sulla distrazione funzionano dove c’è ressa e cuore che batte per la propria squadra.

Per noi laziali non è solo questione di portafogli. È questione di comunità. Vedere un anziano o un ragazzo di 16 anni beccarsi una truffa prima di entrare allo stadio fa male, più di una sconfitta. Per questo dobbiamo trasformare l’indignazione in abitudine: non partecipare, non rispondere alle provocazioni, tenere i documenti e i soldi nei posti difficili da raggiungere e, soprattutto, restare in gruppo. Se arrivate in anticipo, aspettate i compagni di curva nei punti ufficiali e non accettate ‘offerte’ per merce o giochi sul marciapiede.

Cosa possono fare subito i tifosi? Evitare qualsiasi gioco di strada, non farsi coinvolgere da chi prova a distrarre, pagare con carte quando possibile e non contare su transazioni improvvisate con sconosciuti. Chi vende biglietti o gadget fuori dai cancelli è spesso finto amico: usate i canali ufficiali della società o i punti vendita autorizzati. Se vedete qualcosa di strano, segnalarlo ai steward o alle forze dell’ordine è già un bel servizio: non siete ficcanaso, siete cittadini che proteggono la propria curva.

Al club, alla sicurezza dello stadio e ai gruppi organizzati toccherà fare la loro parte: indicazioni chiare prima delle partite, punti informativi visibili e collaborazioni con le forze dell’ordine per presidiare i percorsi più battuti. Ma la prima linea resta il tifoso: occhio, memoria e senso di collettività. La Lazio la difendiamo anche così.

Il messaggio non è allarmista, è pratico. Se vogliamo continuare a vivere l’Olimpico come luogo di passione e identità biancoceleste, dobbiamo anche imparare a non dare spazio a chi vive di inganni. Entriamo in curva con la sciarpa al collo, il sorriso e l’attenzione alta: per la squadra, per noi, per la nostra gente.

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