Se Marusic saltasse, la Lazio non è spacciata: soluzioni rapide e praticabili a Formello
«Marusic? Domani gli esami». Lo ha detto il tecnico, e quel «domani» pesa tanto per chi tifa Lazio: non tanto per il singolo, quanto per l’equilibrio che l’esterno garantisce al gioco. Se gli accertamenti dovessero sancire uno stop, Gattuso e lo staff devono avere già pronte soluzioni pratiche e senza fronzoli. Qui non servono ipotesi romantiche: servono risposte di campo immediate e coerenti con l’identità della squadra.
Prima opzione, la più semplice nella settimana corta: adattare un altro esterno destro a sinistra. Spostare un giocatore di corsa e mestiere sul lato debole non è elegante, ma spesso è efficace. La squadra perderebbe qualche sovrapposizione naturale, ma guadagnerebbe nel mettere in campo esperienza e compattezza, mantenendo il 3-5-2 o il 4-3-3 che conosce. A Formello si può lavorare su movimenti compensativi dei centrocampisti per coprire gli scivolamenti.
Seconda strada, più tattica: tornare a una linea a quattro con esterni più difensivi. Non è un azzardo tattico ma una scelta pragmatica quando manca l’ala di ruolo. Mettere due terzini di responsabilità, magari con un centrocampista più largo a supporto, limita il buco in fascia e rende la squadra meno vulnerabile alle ripartenze. È un compromesso che sacrifica un po’ di ampiezza offensiva ma protegge la retroguardia: ideale per gare in cui conta più non prendere gol che affondare sull’ala opposta.
Terza via: dare spazio ai ragazzi di Formello. Se non si vuole snaturare il progetto tecnico, una finestra per i giovani può essere salutare. Non tutti sono pronti a diventare titolari, ma un inserimento a gara in corso o in Coppa può offrire alternative reali senza spendere sul mercato. In ogni caso, il dialogo tra allenatore e squadra dovrà essere chiaro: adattarsi tutti insieme, e non aspettare l’illuminazione dell’ultimo minuto.
La scelta migliore dipenderà dagli esiti degli esami—e Gattuso lo sa; per questo ha parlato di accertamenti. Nel frattempo servono pragmatismo e coraggio: mettere in campo compattezza, sfruttare le risorse interne e non perdere l’ossatura di gioco. La Lazio ha passato momenti peggiori senza cadere nell’allarmismo; qui il compito è lo stesso, semplice e concreto: rimediare a sinistra ma mantenere la testa alta, per l’Olimpico e per chi, a Formello, lavora ogni giorno per non farsi trovare impreparato.