Due protagonisti di una Lazio nostalgica, attori a modo proprio di una squadra che scrisse belle pagine di storia. Luciano Zauri si è raccontato ai microfoni di Gazzetta dello Sport, ripercorrendo gli anni in biancoceleste e ricordando alcuni episodi simpatici vissuti fuori dal campo. Uno di questi riguarda Miroslav Klose, il compagno di squadra più rappresentativo e iconico secondo l’ex terzino, invitato a cena una sera insieme ad Antonio Candreva e Federico Marchetti: “l’ho chiamato per vederci a Pescina e mangiare insieme. Da me si usa uccidere il maiale, è una tradizione. Lui si presentò con gli stivali, i jeans e quant’altro, pensando che dovesse ammazzarlo lui: ‘Forse hai capito male, Miro…’. Mi spiegò che nel suo paesino era un’usanza”.

Tra i vari ricordi di quegli anni c’è anche un aneddoto relativo al presidente Claudio Lotito e alla sua strana capacità: “aveva tre cellulari, riusciva a rispondere a tutti contemporaneamente. E poi quando c’era da discutere il rinnovo, ci incontravamo di notte”. Insomma, la Lazio ha cambiato la vita di Luciano Zauri. Giocare insieme a campioni del calibro di Mihajlovic, Stam e Couto è stata un’esperienza indimenticabile e quei valori di allora oggi li porta con sé anche da allenatore.