Dietro la decisione della tifoseria laziale di disertare in massa la trasferta di Napoli, al contrario di come era accaduto a Bologna, non c’è alcuna rinuncia dettata da pigrizia o disinteresse, e ancor meno trovano fondamento le ironie partenopee dello striscione “Maledetti cazzari” (dal celebre striscione Maledetti Laziali). La realtà dei fatti racconta una storia completamente diversa, fatta di lungimiranza, calcolo strategico e, soprattutto, di un profondo attaccamento alla maglia che guarda al lungo periodo. “La tua iniziativa già finita? Oggi a Napoli nessuna gita?”, hanno appunto scritto gli ultras partenopei, non considerando un aspetto che ora andremo a spiegare.
La strategia del male minore: perché il vuoto di Napoli protegge il futuro dei tifosi della Lazio
Per i laziali che macinano chilometri ogni weekend, vista la scelta di lasciare vuoto lo stadio Olimpico in segno di protesta contro la società guidata da Claudio Lotito, la trasferta è diventata una ragione di vita. Proprio per questo, la scelta di non recarsi a Napoli da “semplici cittadini in gita” non è un passo indietro, ma una mossa di pura autoconservazione. In un calcio italiano sempre più pronto a usare il pugno di ferro e decretare divieti preventivi, accettare una provocazione o incappare in possibili disordini pianificati dai rivali napoletani avrebbe significato una sola cosa: il blocco totale delle trasferte per il resto della stagione.
Blocco trasferte: perché in questo momento i tifosi della Lazio non possono permetterselo
Rischiare mesi senza andare in trasferta ora che la squadra di mister Gennaro Gattuso è prima in classifica e altri decreti restrittivi per una sola partita, per quanto sentita, sarebbe stato un errore imperdonabile. I tifosi biancocelesti hanno scelto di salvaguardare il diritto di seguire la Lazio nei mesi a venire, rifiutando di farsi intrappolare in un meccanismo che aspettava solo un pretesto per punire l’intera curva. L’assenza di oggi a Napoli da parte degli ultras non è quindi un atto di resa o di manifesta paura, ma una rinuncia consapevole oggi per garantire la presenza domani. Con buona pace di chi, a Napoli, ha preferito fermarsi alle apparenze di uno striscione senza capire che la vera vittoria, in questo calcio moderno, è riuscire a viaggiare ancora.