Dopo l’1-1 al Diego Armando Maradona, il tecnico difende e applaude i suoi ragazzi, profondamente amareggiati per una vittoria sfumata dopo un primo tempo in cui la Lazio avrebbe potuto chiudere la partita. «Vorrei vedere più sorrisi, io e il mio staff siamo orgogliosi di questa squadra».
La Lazio torna da Napoli con un punto prezioso e la conferma del primato in classifica, ma nello spogliatoio biancoceleste il pareggio non viene accolto con la soddisfazione che ci si potrebbe aspettare. C’è tanta amarezza, perché la sensazione è quella di aver lasciato per strada una vittoria possibile. Soprattutto nel primo tempo, la squadra ha avuto in mano il pallino del gioco, costruendo occasioni e creando le condizioni per ottenere un vantaggio più consistente e indirizzare diversamente la partita.
Una delusione che Gattuso ha percepito chiaramente all’interno del gruppo. I suoi ragazzi avrebbero voluto portare a casa l’intera posta in palio e il mancato successo è stato vissuto con un’amarezza quasi da sconfitta. Proprio in questo momento, però, emerge il ruolo del tecnico: Gattuso sceglie di stare dalla parte della squadra, sostenerla e riconoscerne apertamente i meriti.
«Campo difficile e squadra forte, ho fatto i complimenti alla squadra. Io e il mio staff siamo orgogliosi di questa squadra, ma vorrei vedere più sorrisi: i ragazzi avrebbero voluto la vittoria».
Parole che vanno oltre il semplice commento post-partita. Gattuso non vuole che il rammarico cancelli quanto di buono è stato fatto. Comprende la delusione dei suoi calciatori, ne condivide le ambizioni e, allo stesso tempo, invita tutti a guardare alla prestazione con la giusta consapevolezza. Il messaggio è chiaro: non c’è motivo di abbassare la testa dopo una prova di questo livello.
Frattesi e Noslin, gli elogi del tecnico
Tra i singoli, Gattuso spende parole particolarmente significative per Frattesi, esaltandone una caratteristica che lo rende speciale: «Come invasore, in Europa ce ne sono pochi come lui».
Il tecnico torna poi sul primo tempo e sulle occasioni non concretizzate: «Potevamo fare qualche gol in più. Ci teniamo l’ottima prestazione».
Anche Noslin riceve una promozione convinta: «È un giocatore importante per noi, ha molta veemenza e in quella posizione ha fatto tanto».
«La classifica non dobbiamo guardarla»: testa bassa e pedalare
Nonostante la Lazio sia ancora in vetta alla classifica, Gattuso non vuole che il primato diventi motivo di distrazione o di premature valutazioni sugli obiettivi stagionali.
«La classifica non dobbiamo vederla, noi c’entriamo poco lì. Bisogna mettere benzina e vivere alla giornata, con fame e sacrificio».
Il tecnico preferisce concentrarsi sul lavoro quotidiano, rimandando ogni ragionamento più ambizioso alle ultime sei o sette giornate di campionato. Adesso contano soltanto applicazione, sacrificio e continuità.
Nuno Tavares e Sutalo, condizioni da verificare
Infine, attenzione alle condizioni fisiche di Nuno Tavares e Sutalo. Entrambi saranno sottoposti a ulteriori verifiche, ma soltanto al rientro a Roma si potranno avere indicazioni più precise sulle loro condizioni.
L’orgoglio di Gattuso e la fame di una squadra che non si accontenta
Il pareggio di Napoli lascia dunque due sensazioni: da una parte la soddisfazione per una prestazione importante su un campo difficile, dall’altra il rammarico di non aver trasformato la superiorità mostrata nel primo tempo in una vittoria.
Ma c’è un aspetto che merita particolare attenzione: Gattuso ha trovato un gruppo che soffre quando non riesce a vincere, che non considera scontato il proprio percorso e che avrebbe voluto regalarsi e regalare ai tifosi qualcosa in più.
Il tecnico lo sa e sceglie di proteggerlo, ribadendo la propria fiducia e l’orgoglio per quanto sta costruendo insieme al suo staff.
La Lazio è ancora capolista, ma soprattutto è una squadra che non sembra avere voglia di accontentarsi. E Gattuso, dopo Napoli, manda un messaggio preciso ai suoi: testa alta, sorrisi e ancora tanto lavoro. La strada è quella giusta, ma la fame deve rimanere intatta.
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