SERIE A

Classifica Serie A

Giornata 11
#SquadraPGDRPt
1Lazio11+1629
2Roma11+2127
3Inter10+1325
4Como 190710+1023
5Milan10+921
6Frosinone11+920
7Juventus10+317
8Bologna11+217
9Cagliari11-516
10Napoli11+415
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Lazio, la Calabria e la Reggina nel tuo destino: Gattuso-Maestrelli, 52 anni dopo un parallelismo da record

Il tecnico Gennaro Gattuso insegue il record di quattro vittorie nelle prime quattro giornate di campionato che gli permetterebbe di superare Tommaso Maestrelli. Tra i due c'è un paragone storico che riguarda però anche il club amaranto, recentemente preso in mano da Lotito

Chi lo avrebbe mai detto fino a poche settimane fa alzi la mano. Dopo un’estate travagliata la Lazio si trova in testa alla classifica e quasi tre mesi dal suo approdo il tecnico Gennaro Gattuso si trova già di fronte ad un possibile nuovo record. Non è mai successo, infatti, che i biancocelesti ottenessero quattro vittorie consecutive nelle prime quattro giornate del campionato di Serie A. Tre successi nei primi tre turni, prima dell’annata in corso, li avevano ottenuti solamente Tommaso Maestrelli nella stagione 1974-1975 (quella successiva al primo storico Scudetto) e Vladimir Petkovic nel 2012-2013 (quella della finale di Coppa Italia del 26 maggio). L’asticella adesso è ovviamente ancora più alta, visto che sul cammino delle Aquile arriva il Milan, per il primo vero big match del campionato. Se l’avversario però diventa più tosto, chi crede nella scaramanzia può fare affidamento al destino.

Nel destino della Lazio, alla bellezza di 52 anni di distanza, tornano la Calabria e la Reggina. Se parliamo da un punto di vista prettamente sportivo e umano, tra Gattuso e Maestrelli esiste una romantica e profonda analogia. Nonostante le origini toscane, Reggio Calabria per il “Maestro” rappresenta la sua vera e propria “Terra Promessa” professionale: arrivato sulla panchina della Reggina nel 1964 e compie un capolavoro storico, trascinando gli amaranto per la prima volta in Serie B nella stagione 1964-1965. È a Reggio che Maestrelli affina quel modello di allenatore-padre e psicologo che qualche anno dopo (superata la parentesi foggiana) applicherà alla Lazio del primo scudetto. La città dello Stretto lo ha amato a tal punto da nominargli una scuola calcio (la Tommaso Maestrelli 1978, oggi ancora esistente per il settore giovanile) e considerarlo un calabrese d’adozione. Con l’ex ct dell’Italia il richiama alla Calabria è sicuramente più diretto e non ha bisogna di una spulciata negli annali del calcio: Gattuso è un calabrese fiero e viscerale, non lo ha mai nascosto, è quella la terra che ha plasmato il suo carattere indomito, la sua etica del lavoro e la sua passionalità. Il legame è così simbiotico che il destino lo ha riportato spesso a spendersi per la sua regione anche fuori dal campo, come quando nel 2009 rifiutò un compenso da 500.000 euro per uno spot promozionale, devolvendolo interamente in beneficenza ai suoi concittadini.

E’ chiaro dunque questo destino sportivo con la Calabria che nel calcio ha dimostrato di essere sia culla che trampolino di lancio. Per Gattuso, questa Regione è il sangue, la radice identitaria da cui trarre la forza focosa che lo ha reso un’icona mondiale; per Maestrelli, è stata la terra dell’esilio e della rinascita, il porto sicuro dove ritrovare la rotta e forgiare le idee che avrebbero cambiato la storia del nostro calcio. La storia è ciclica e adesso, come una sorta di giustizia sportiva, attraverso Rino, la Calabria tende a restituire nuovamente alla Lazio dei grandi risultati attraverso uno dei suoi figli più iconici dell’ultimo ventennio.

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