La vicenda Goran Pandev è una delle più spinose dell’era del presidente Claudio Lotito alla Lazio. L’ex calciatore macedone si è concesso ad un’intervista durante il podcast di Damiano Er Faina, ricordando quegli anni in biancoceleste: “offerte di club più importanti? Guarda che per me la Lazio era tutto in quel momento, io volevo rimanere a tutti i costi”. Parole di grande stima da parte di Pandev, ma che all’epoca entrò in uno scontro aperto con il patron capitolino.

“Tutti lo sanno che per rinnovare con Lotito c’era da aspettare, potevano passare anche 24 ore nel suo ufficio e lui non arrivava mai”, ha proseguito Pandev. L’attaccante stava da Dio, in coppia con Tommaso Rocchi è stata una delle affinità calcistiche migliori della sua carriera. E anche il pubblico lo amava: “la gente mi voleva bene, avevo trovato fiducia e stavo bene”.

Le mancate promesse e quel rinnovo mai avvenuto

Pandev riteneva di aver dato tutto per la Lazio e si aspettava che, dopo l’ottima stagione disputata in Champions League, la società adeguasse il suo ingaggio portandolo al livello dei top player della rosa. Tutto ciò non avvenne, i rapporti si logorarono e il calciatore finì per essere messo fuori rosa: “inizialmente speravo di prolungare il contratto, poi quell’estata la Lazio ricevette offerte importanti dallo Zenit San Pietroburgo e dall’Inter. A quel punto però il presidente mi disse che non avrei più giocato a calcio. Ero tanto dispiaciuto, sappiamo tutti come sono andate le cose”. A distanza di anni fa male ripensare a come si chiuse la carriera con la Lazio e come già all’epoca il presidente Lotito non era disposto a scendere a compromessi. La vicenda finì in tribunale, ma intanto dal punto di vista sportivo Pandev si prese la sua personale rivincita vincendo il triplete con l’Inter di Josè Mourinho.