IL PREZZO DELLA RINASCITA

Un anno fa il suo futuro sembrava tutt’altro che scontato. Tra un rendimento discontinuo e le voci di mercato, il suo nome era finito al centro delle valutazioni della società. Una situazione che, nello stesso periodo, aveva riguardato anche un centrocampista: Belahyane. Due percorsi diversi, accomunati dall’incertezza.

 

Poi è arrivato Gattuso. E qualcosa è cambiato.

Domenica, all’Olimpico, sono bastati tre minuti per trasformare una partita in una storia da raccontare: un sinistro sotto la traversa, il primo gol in biancoceleste dopo oltre tre anni senza reti ufficiali. Poi il raddoppio di Isaksen, l’espulsione di Lucchesi e il gol di Goglichidze al 46′, che ha riaperto una gara tutt’altro che chiusa.

 

Nel finale, le mosse di Gattuso hanno contribuito a mettere al sicuro il risultato: Pinamonti e Pedraza sono entrati al 75′. Tredici minuti più tardi, il cross dello spagnolo ha trovato l’attaccante pronto a firmare il 3-1 definitivo.

La Lazio sale così a 16 punti, a pari merito con l’Inter. E centra un traguardo storico: cinque vittorie nelle prime sei giornate di campionato.

Ma la partita racconta anche un’altra storia, quella del valore di un giocatore. In estate, secondo le indiscrezioni di mercato, la sua valutazione si aggirava intorno ai 20 milioni di euro. Oggi, immaginare una crescita fino a 40 milioni, o persino 50 in presenza di continuità e nuove prestazioni decisive, resta un’ipotesi. Non una quotazione ufficiale, ma una prospettiva che fa riflettere.

Perché nel calcio il valore non dipende soltanto da ciò che un giocatore è stato. Conta soprattutto quello che può diventare.

E l’uomo di questa storia ha un nome: Nuno Tavares.