Qualche settimana fa era arrivata l’assoluzione per tutti gli accusati, ma nel processo per la Scalata alla Lazio il ricorso della Procura Generale della Procura di Roma rimette tutto in ballo. “Mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione” sono le ragioni per le quali la sostituta procuratrice generale Vittoria Bonfanti chiede alla Cassazione di annullare la sentenza con rinvio “per una nuova pronuncia”. “Ce lo aspettavamo. Ma noi siamo pronti, come lo siamo stati nel processo d’Appello, a difendere la nostra innocenza”, ha risposto con un video pubblicato sui social Fabrizio Toffolo. Il leader degli Irriducibili, accusato insieme a Yuri Alviti, Paolo Arcivieri, Guidocarlo Di Cosimo, Giuseppe Bellantonio, Fabrizio Di Marziantonio e Fabrizio Piscitelli (alias Diabolik, ormai defunto) è convinto di essere dalla parte giusta. 

“Siamo convinti – prosegue Toffolo – che la verità è già uscita fuori e verrà confermata dalla sentenza di Cassazione. Vorrà dire che aver già aspettato 20 anni, aspetteremo altri 6-7 mesi per avere la nuova decisione, siamo però convinti che una volta per tutti e tutte possa venir certificata la verità. L’assurda richiesta che arriva dalla Procura Generale riporta i fatti che ci sono stati contestati per 20 anni e che ci hanno portato in carcere con la custodia cautelare durata 26 mesi. Si riparla di telefonate ricevute da Lotito, di bigliettini anonimi ricevuti dal presidente, si riparla di lavatrice. Si riparla di tutto quello che è stato smontato con l’assoluzione. Noi – conclude Tofflo – crediamo nella Giustizia, noi forti sempre, noi sempre spina nel fianco di Lotito”. Di seguito il video dell’intervento.