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Lazio in apnea: Gattuso lasciato senza risorse mentre Il Gestore fa cassa

Una squadra che chiede rinforzi fondamentali e trova solo silenzi: Gennaro Gattuso affronta l’amichevole contro l’Ostiamare con una rosa scoperta e una dirigenza, guidata da Il Gestore e dal ds Mario Rossi, incapace di trasformare richieste tecniche in fatti. I tifosi pagano, la società difende i privilegi.

Di Bruno De Leonardi4 Agosto 2026 - 09:4812 minuti fa 2 min di lettura
Lazio in apnea: Gattuso lasciato senza risorse mentre Il Gestore fa cassa

La Lazio si presenta all’appuntamento estivo come chi confida nella buona volontà altrui e nei miracoli di fine agosto: Gennaro Gattuso ha segnalato due esigenze limpide — un difensore e un centravanti — e davanti trova lo stesso vuoto che abbiamo visto troppe volte. L’amichevole contro l’Ostiamare, giocata a porte chiuse, somiglia più a una prova tecnica d’inutilità che a una verifica di preparazione; e mentre gli addetti ai lavori si affannano a ripetere rituali, la rosa resta incompleta. È irritante per i tifosi e svilente per chi lavora sul campo: la differenza tra chi paga il biglietto e chi decide di non spendere è diventata uno spartito ripetuto con cinica indifferenza.

Il nodo non è tecnico, è decisionale

Non è responsabilità di Gattuso inventare giocatori dal nulla: il ruolo del direttore sportivo, Mario Rossi, è quello di tradurre esigenze tecniche in operazioni. Ma qui la traduzione si inceppa sistematicamente, e il traduttore ufficiale sembra preferire l’arte dell’attesa. E poi c’è Il Gestore, che regge il banco e detta tempi e bilanci: il risultato è che la Lazio appare come una boutique che esibisce vetrine di lusso mentre le scaffalature sono vuote. Se il calcio moderno ha svuotato la passione, la gestione fatta di privilegi e conti da salumiere non aiuta: si spendono parole, si risparmiano rinforzi; si spiegano strategie, ma nei fatti resta la solita scala di priorità che premia apparenza e mina sostanza.

Gennaro Gattuso rischia di essere schiacciato tra aspettative e poche risorse: il suo compito, motivare e organizzare, è reso più arduo dalla fragilità della rosa e da scelte dirigenziali che sembrano privilegiare il corto termine e la conservazione del potere. I tifosi non chiedono la luna: vogliono coerenza tra ciò che viene promesso e ciò che arriva sul campo, vogliono che la Società Sportiva Lazio non trasformi l’amichevole di agosto in un cartellino giallo per la passività dirigenziale. Se arriveranno i rinforzi, sarà perché qualcuno ha deciso di smettere di tergiversare; se non arriveranno, la narrazione di responsabilità andrà riscritta e i nomi di chi ha retto il timone, a partire da Il Gestore e dal suo staff, non potranno più essere coperti dal silenzio.

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