Frattesi è arrivato a Formello a titolo temporaneo con diritto di riscatto, Ciro Immobile si è ritirato: per la Lazio non è più tempo di riflessioni romantiche, ma di scelte nette e rapide per l’attacco.
La prima mossa è la più ovvia e la più urgente: prendere un centravanti titolare con caratteristiche chiare e un contratto che non crei dubbi di proprietà. L’addio di Immobile lascia un vuoto numerico e di leadership sotto porta: serve un riferimento che non sia un’operazione a spot a poche settimane dall’esordio in Serie A. La società deve scegliere tra puntare su un profilo pronto e solido, che sappia garantire gol e presenza fisica all’Olimpico, o su una scommessa con ampie garanzie contrattuali. In ogni caso, la soluzione deve essere definitiva o con opzioni di riscatto facilmente esercitabili, perché l’ultimo anno a rincorrere è costato punti e serenità.
La seconda mossa riguarda Frattesi: non va messo a fare il centravanti per compensare emergenze, né va sacrificato in un ruolo che smorzi le sue qualità. Arriva a titolo temporaneo e il suo contributo offensivo può diventare il collante tra centrocampo e attacco se il progetto tecnico lo valorizza. Serve una collocazione tattica precisa a Formello: mezzala con licenza di inserirsi in area, oppure un raccordo nel 4-2-3-1 che sfrutti i suoi strappi e i suoi inserimenti. Il direttore sportivo deve parlare con l’allenatore e definire il ruolo da consegnare a Frattesi prima che il mercato incastri le scelte: un giocatore impiegato a metà strada non vale il rischio del prestito sprecato.
La terza mossa è costruire certezze di contorno: la pista Icardi resta da valutare e non si può basare l’intero piano su un ‘vedremo’. Serve piano A e piano B, con alternative pronte in rosa o in uscita dal vivaio, un rigorista e un leader nuovi se Immobile non c’è più. Alla lunga non basta avere nomi: bisogna avere soluzioni tattiche diverse per affrontare Serie A, Coppa Italia e possibili impegni europei. Questo significa mettere soldi dove serve, liberare minutaggio per i giovani e creare una gerarchia offensiva chiara già nelle amichevoli a Roma.
Il messaggio per la dirigenza è semplice e senza fronzoli: non si tratta di inseguire l’ultimo colpo mediatico, ma di costruire una catena offensiva funzionante. Se il ds seguirà queste tre mosse — centravanti certo, ruolo netto per Frattesi, piani alternativi e leadership — la Lazio potrà presentarsi all’appuntamento con il campionato non solo con la maglia biancoceleste, ma con un attacco pronto a fare la differenza.