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Con Pinamonti la Lazio ridisegna l’attacco: le mosse pratiche di Sarri

L'ipotesi Pinamonti sul tavolo cambia più del solo 9: dalle scelte modulo di Sarri alle gerarchie offensive, la vera partita è sulla formula dell'operazione. Ecco gli scenari tattici concreti.

Di Bruno De Leonardi19 Agosto 2026 - 15:181 minuto fa 2 min di lettura
Con Pinamonti la Lazio ridisegna l’attacco: le mosse pratiche di Sarri

Se la trattativa per Andrea Pinamonti dovesse tradursi in un arrivo vero, la Lazio non metterebbe solo un altro numero in rosa: cambierebbe la geografia offensiva di Sarri sul campo e le rotazioni in una stagione che sarà lunga su più fronti.

Pinamonti è quel tipo di centravanti che chiede spazio e accompagna la squadra con movimento in profondità, non solo rifiniture in area. In un 4-3-3 puro può diventare il riferimento per gli inserimenti dei centrocampisti e lo sblocco delle difese chiuse, ricevendo palla di spalle ma anche allargando la difesa con le sue corse. In un 4-3-1-2, una soluzione che Sarri non disdegna, la sua miglior collocazione sarebbe accanto a una punta più mobile: uno schema che permetterebbe di sfruttare la sua capacità di attaccare il primo palo e di fare sponde per il compagno che gioca più fra le linee.

La novità più interessante non è tanto la presenza del singolo, quanto come questa presenza obblighi il tecnico a rivedere le gerarchie e la gestione degli uomini. Con Pinamonti in rosa il titolare fisso come riferimento centrale è più credibile, liberando gli esterni e il trequartista da compiti di profondità costante e permettendo loro di cercare più gioco combinato e meno duelli individuali. Questo apre spazio per rotazioni mirate: partite in cui il centravanti di peso parte dall’inizio, altre in cui entra dalla panchina per spezzare ritmi e sfruttare le seconde palle, dando respiro ai ricambi offensivi e consentendo una turnazione più razionale tra campionato, Coppa e competizioni europee.

La questione fondamentale, però, rimane la formula dell’operazione. Un prestito porta flessibilità e minor rischio economico: la dirigenza potrebbe testare l’intesa tattica senza compromettere la programmazione a lungo termine. Un acquisto a titolo definitivo, invece, imporrebbe una ridefinizione delle linee offensive con implicazioni sui contratti, sulla crescita dei giovani attaccanti in organico e sulle esigenze di ulteriore qualità sugli esterni per massimizzare l’intesa con il nuovo centravanti. In pratica, la formula non è solo un tema finanziario, ma una scelta sportiva che condiziona moduli, turnover e ambizione.

Da tifosi ci piace sognare il gol facile su assist di una giocata corale, ma quello che rende davvero interessante questa pista è la prospettiva tattica: avere una prima punta definita permette a Sarri di costruire un gioco più verticale, di gestire meglio le energie e di scegliere partite in cui privilegiare fisicità o mobilità. Se la trattativa si chiuderà nelle forme giuste, la Lazio potrebbe guadagnare non solo un bomber, ma una nuova opzione strategica per rendere più credibile la corsa su tutti i fronti.

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