Con le visite mediche concluse e la casacca biancoceleste già a Formello, l’arrivo di Andrea Pinamonti obbliga Gennaro Gattuso a decisioni concrete sul 9 titolare, sugli esterni e sulla gestione delle sostituzioni.

Prima ipotesi: Pinamonti titolare, Immobile sposta il baricentro. Se la scelta fosse quella di lanciare subito Pinamonti come punta centrale fisica, la Lazio potrebbe giocare con una prima punta di riferimento e il resto dell’attacco più mobile intorno a lui. In questo scenario Immobile — cui resta la qualità del movimento e del fiuto del gol — verrebbe chiamato a un lavoro più da seconda punta o da attaccante d’area in situazioni di pressing alto. Ne beneficerebbero cross e palle lunghe, ma salterebbe un equilibrio già rodato che ha caratterizzato la squadra.

Seconda ipotesi: Pinamonti come alternativa a gara in corso. È la soluzione più prudente: preservare il valore storico e tattico di Immobile, sfruttando Pinamonti come cambio pesante per scuotere le partite. In questo ruolo il neoarrivato diventa l’arma per gli ultimi venti minuti, specialmente contro difese chiuse: stacco sul secondo palo, sponde per gli inserimenti e più gioco spalle alla porta. La gestione delle sostituzioni diventa allora cruciale, con tempistiche che determineranno l’efficacia reale dell’investimento.

Terza ipotesi: modulo flessibile e alternanza degli esterni. Pinamonti apre la possibilità di rivedere gli esterni offensivi: più cross per la punta centrale o esterni più lunghi a tagliare dentro. Gattuso può optare per un 4-2-3-1 con Pinamonti fisso o un 3-5-2 che ritrovi equilibrio nelle mezzali; in entrambi i casi la rotazione di esterni e trequartisti diventa strategica per non ingolfare il reparto offensivo. L’allenatore dovrà anche valutare la tenuta fisica in una stagione con molti impegni tra campionato e coppe.

Chi rischia davvero i minuti? In primis, chi ha occupato finora il ruolo di centravanti di riferimento: Ciro Immobile vedrà la titolarità messa in discussione e un utilizzo più calibrato. A seguire, gli esterni che assolvono anche compiti offensivi e che finora hanno goduto di più spazio; nomi e scelte precise dipenderanno dalle scelte tattiche, ma è lecito aspettarsi meno spazio per chi non garantisce duplice contribuzione (fase difensiva e offensiva). Infine, i giovani rientrati dai prestiti rischiano di restare ai margini se Pinamonti dovesse diventare titolare fisso.

L’elemento interessante non è solo il nuovo numero nove in rosa, ma la necessità per Gattuso di trasformare quel semplice arrivo in un progetto tattico coerente: Pinamonti mette in movimento scelte che definiscono l’identità offensiva della Lazio dei prossimi mesi.